| piazzaGrande |
DAZEBAO - 29.01.2005 |
| "Architettura e termovalorizzatori" in Sicilia - Gli alchimisti del Terzo millennio sono arrivati | |
Caltanissetta
28 gennaio 2005
Nelle metafisiche immagini pittoriche di Giorgio De Chirico, di inizio Novecento, appaiono personaggi e oggetti la cui coesistenza in uno stesso contesto è apparentemente inspiegabile. Architetture monumentali e ciminiere di fabbriche, regoli, squadre, telai geometrici, statue di gesso, manichini, guanti da chirurgo, tavole anatomiche. E poi, persino biscotti, scatole di fiammiferi, trottole, lavagne con formule matematiche, quadri da cavalletto. La composizione conserva comunque un accento ironicamente solenne, oratorio e melanconico.
Seppure verosimile ed eloquente, la scena rappresentata da De Chirico è pura figura prospettica, profondità senza capienza, impraticabile e inabitabile. I colori sono caldi e profondi, ma duri e come solidificati negli oggetti. La luce è intensa e immobile, senza vibrazioni. Le scatole di fiammiferi, così come i biscotti accanto alle architetture monumentali, determinano un ribaltamento di tutte le scale di misurazione. Tutto è reso con scrupolosa, fredda oggettività. Ogni cosa esiste, è presente in una condizione di irrelatività e di impossibilità. Ma è perfettamente inutile cercare significati nascosti, relazioni profonde: il significato, il principio di relazione è la negazione assoluta di ogni significato o relazione, il ribaltamento consapevole della realtà nella non-realtà, dell'essere nel non-essere. La pittura, l'arte è dunque soltanto speculazione filosofica sulla nullità dell'essere. Immagine teatrale, cinica e seducente del nichilismo.
Così come "Le Muse inquietanti" di Giorgio De Chirico, allo stesso modo l'operazione "Architettura e termovalorizzatori" presentata con solenne cerimonia accademica nei giorni scorsi a Villa Igiea, a Palermo ci trasmette un profondo senso di irrealtà. Una forma di irrealtà comunque ben confezionata e ben rappresentata: suggestiva, pragmatica, tecnologica, verde e leggera. In perfetto stile New Age. Con metafisica teatralità, l'architettura viene utilizzata come strumento simbolico-mediatico a servizio delle nuove speculazioni di inizio millennio (filosofiche?). Insomma, dalle "Muse inquietanti" e bidimensionali di Giorgio De Chirico siamo passati cent'anni dopo alle "Muse inquietanti (e inquinanti)" tridimensionali dei Tange e dei Falck. Nella Sicilia dei Cuffaro.
L'università di Palermo, Facoltà di Architettura stupefacente laboratorio di miti e illusioni contemporanee approva e promuove. Gli alchimisti del Terzo millennio sono arrivati.
Leandro Janni
Presidente Italia Nostra
Sicilia
Italia
Nostra Onlus
ASSOCIAZIONE
NAZIONALE PER LA TUTELA DEL PATRIMONIO STORICO, ARTISTICO E NATURALE
DELLA NAZIONE
Consiglio Regionale Siciliano
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