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28.09.2004 |
| Dibattito
sulla Villa del Casale: l'intervento di Mauro Costa [1] |
1) Le funzioni
attribuite a Sgarbi e quelle attribuite all'Alto Commissario Villa
Romana
Art.
1 del decreto n° 57 del 9/7del 2004: «All'on. Vittorio
Sgarbi, esperto storico dell'arte, sono affidate la predisposizione
ed il coordinamento generale di tutti gli interventi da realizzare
per la conservazione, tutela e la valorizzazione della Villa Romana
del Casale di Piazza Armerina
6 agosto - «L'on. Sgarbi non può
disporre dei 18 mln di euro per la Villa»
Tumino (deputato regionale
della Margherita): «è impossibilitato a decidere
sull'utilizzo del grande finanziamento (18,2 milioni di euro per
la Villa). Infatti, secondo il complemento di programmazione,
le competenze spettano al direttore generale dei Beni culturali
e nessun decreto può modificare tale attribuzione. Inoltre
Sgarbi non ha competenze sul Pit 11 (che riguarda l'esterno della
Villa) che è a regia provinciale».
«nessuno ha incaricato di effettuare le progettazioni sulla
Villa ai tecnici invitati da Sgarbi. Dalla Direzione Generale
non ci sono stati e non ci potevano essere incarichi. Forse sono
stati incaricati da Sgarbi? E se ciò fosse vero - si chiede
Tumino - chi li pagherà e con quali fondi?».
«Nell'attesa che qualcuno faccia chiarezza rimane il problema
fondamentale: l'on. Sgarbi a che serve? Non è il Commissario
del Museo di Villa Romana (l'Ente amministrativo che dovrebbe
gestire la Villa); non coordina le istituzioni che a vario titolo
sono tenute ad intervenire sulla Villa in quanto per questo rimane
confermato il gen. Conforti; non coordina la progettazione degli
interventi a regia regionale in quanto ciò compete al direttore
generale dei Beni culturali; non coordina gli interventi del Comune,
per quanto riguarda l'utilizzo del 30% perché ciò,
compete all'Amministrazione e, Lui, non ha ritenuto di assumere
l'incarico di Assessore. Questo equivoco frutto di superficialità
amministrativa e politica, o nasconde verità scomode e
potenzialmente travolgenti per gli interessi della nostra città
oppure potrà diventare il fallimento di una grande opportunità
che oggi, dopo 50 anni di totale mancanza di interventi, appare
un fatto straordinario ed in fase di concreta realizzazione».
«Farebbe bene il consiglio comunale a cercare di capire;
sarebbe opportuno che il sindaco uscisse dal suo strano silenzio».
19 settembre - «Granata non poteva assegnare
i poteri di commissario a Sgarbi»
Tumino: «Nei miei
interventi sulla Villa Romana ho fatto notare le gravi contraddizioni
tra le presunte competenze attribuite all'on. Sgarbi, e quelle
attribuite agli Enti Istituzionali: Sovrintendenza, Museo della
Villa, Provincia, ecc. Sgarbi si è "innervosito",
i restauratori si sono offesi e sono andati via; non era questo
il mio intento e la cosa ritengo sia stata chiarita nel senso
che è stata riconosciuta la validità delle mie osservazioni
e la necessità di dare una sistemazione corretta, sul piano
amministrativo, a tutta la questione. A tal fine l'on. Sgarbi
propone di approvare una convenzione, che è già
al vaglio del Consiglio Comunale, che si fonda su questi elementi:
l'assessorato regionale ai Beni Culturali vuole affidare ad un
unico soggetto la predisposizione ed il coordinamento di tutti
gli interventi a favore della Villa; il soggetto individuato è
l'on. Sgarbi; per l'espletamento dell'incarico affidato a Sgarbi
è necessario costituire un organismo denominato «Alto
commissariato della Villa Romana di Piazza Armerina» costituito
dal Coordinatore Generale, da una direzione tecnica, una unità
amministrativa e un addetto alla sicurezza, con contratti di diritto
privato e sede a Piazza Armerina nei locali messi a disposizione
dal Comune. Al coordinatore generale sono affidate la predisposizione
e il coordinamento generale di tutti gli interventi da realizzare
per la conservazione, la tutela, la valorizzazione e la gestione
della Villa Romana di Piazza Armerina e del suo intorno territoriale;
l'Alto Commissariato verrà finanziato con parte di proventi
derivati dal 30% spettante al Comune dalla vendita dei biglietti;
con parte della somma del Pit 11, gestito dalla Provincia e che
riguarda l'esterno della Villa; con il 9,5% dei 18 milioni di
euro del Por 2000/2006».
«La Villa Romana verrebbe scorporata dal resto dei beni
culturali regionali ed affidata ad un solo uomo. Si potrebbe anche
essere d'accordo, io non lo sono! Il problema però è
un altro: una convenzione non può modificare una legge.
Dovrebbe essere il Parlamento siciliano a volerlo fare e, ritengo
che, anche in questa ipotesi ci sarebbe l'impugnativa del Commissario
dello Stato per violazione dei principi dell'ordinamento. La verità
è che l'assessore Granata, quando nominò Sgarbi
coordinatore, è stato superficiale è gli ha attribuito
poteri che lui stesso non aveva e che, comunque, non poteva delegare.
Questa convenzione, così come prevede la L.R. 10/99, dovrebbe
riguardare solo i rapporti fra Comune ed Assessorato per la gestione
del famoso 30% degli introiti dei biglietti; essa, tra l'altro,
andrebbe a sostituirsi a quella già sottoscritta tra le
parti nel Febbraio scorso (anche questa potrebbe essere una illegittima
anomalia)».
Note:
Le obbiezioni sollevate paiono fondate:
| 1) appaiono poco chiare le funzioni attribuite a Sgarbi dal decreto assessoriale del luglio 2004: | |
| a. coordinamento interventi: con decreto
dell'assessore è possibile attribuire poteri che a questo
competono; non può essere legittimo il potere di coordinare
progetti non nella sfera di competenza dell'assessorato (es.
PIT); peraltro non c'è nulla da coordinare: il coordinamento
tra regione e provincia di Enna era già avvenuto grazie
ai tre incontri avuti da dicembre 2003 al luglio 2004; b. progettazione interventi: anche in questo caso, a prescindere dalle riconosciute competenze scientifiche di Sgarbi e della sue equipe, ogni incarico per la progettazione che superi certi importi deve essere affidato nel rispetto della normativa sui lavori pubblici (gara pubblica); la creazione di qualsiasi unità tecnica al di fuori dell'organico dell'ente committente per aggirare tale obbligo sarebbe viziata a prescindere dall'appellativo attribuito (es. alto commissario); in conclusione qualora una parte delle risorse dei due interventi (regione e PIT) dovesse essere spesa per progettare gli interventi (anche se solo per coordinare le progettazioni) con il ricorso a risorse tecniche esterne l'atto sarebbe illegittimo se fatto senza rispettare le norme sugli appalti di servizi. |
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| 2) Tra le funzioni di cui al decreto e quelle attribuite all'"Alto Commissariato della Villa Romana" previsto dalla convenzione del 18 agosto 2004 manca continuità: | |
| a. Il decreto si limita a prevedere coordinamento
e predisposizione degli interventi (progettazione?); la convenzione
parla di ben altro; si parla di gestione del sito e dell'area
vasta; si attribuiscono le funzioni proprie del Museo (ricerca,
valorizzazione ecc.) senza dire che fine farà quest'ultimo;
si attribuiscono funzioni di competenza del Comune di Piazza
Armerina nell'offerta di beni e servizi; b. Tale mancanza di continuità se non rende illegittima la convenzione, tuttavia non la può far discendere come necessaria e conseguente al decreto assessoriale del luglio 2004. |
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ARTICOLO 28
Proventi della vendita dei biglietti di accesso ai siti culturali
1. L'articolo 7 della legge regionale 27 aprile 1999, n. 10 è
così sostituito:
'Art. 7. - 1. Il 30 per cento dei proventi derivanti dalla vendita
dei biglietti d'accesso ai musei, alle gallerie ed alle zone archeologiche
e monumentali regionali è direttamente versato, con cadenza
trimestrale, ai comuni o alle associazioni di comuni, nel cui
territorio gli stessi beni ricadono, e che partecipino alla
gestione con la fornitura di beni e servizi, sulla base
di apposite convenzioni stipulate con l'Assessorato regionale
dei beni culturali ed ambientali e della pubblica istruzione.'
Art. 1 del decreto n° 57 del 9/7del 2004: «All'on. Vittorio
Sgarbi, esperto storico dell'arte, sono affidate la predisposizione
ed il coordinamento generale di tutti gli interventi da realizzare
per la conservazione, tutela e la valorizzazione della Villa Romana
del Casale di Piazza Armerina
Convenzione del 18 agosto 2004
tra Assessorato Reginale BB CC, Comune di P. Armerina, Provincia
di Enna, On. Sgarbi
Articolo 5
L'alto Commissario della Villa provvederà a predisporre,
promuovere, coordinare tutti gli interventi e le iniziative di
carattere conoscitivo, scientifico, tecnico ed urbanistico utili
alla comprensione degli aspetti storici, scientifici, artistici
e naturalistici necessari ad assicurare il maggior grado di tutela,
di perfetta conservazione e di valorizzazione sostenibile del
monumento e del suo intorno territoriale. Provvederà a
disporre gli interventi ritenuti urgenti per la conservazione
e la fruizione del monumento.
Articolo 6
L'alto Commissariato della Villa Romana .... provvede ai compiti
descritti nei punti precedenti attraverso le seguenti risorse
finanziarie:
| 1) parte dei proventi derivanti dal 30%
spettante al Comune di Piazza Armerina dalla vendita dei biglietti
d'accesso alla Villa Romana; 2) parte delle somme a disposizione dell'amministrazione del progetto POR 2000-2006 che in analogia con la normativa per le opere date in concessione si ragguaglia nella misura del 9,5% della sommatoria dell'importo posto a base dell'appalto più le somme relative alle opere scorporate; 3) parte delle somme a disposizione dell'Amministrazione del progetto PIT 11 della Provincia Regionale di Enna, nell'identica misura. |
3 agosto - La Villa del Casale nelle mani
di Sgarbi
Granata: «I punti fondamentali sono due: la copertura
e la gestione della Villa»
«Sarà rivista la convenzione che prevede la destinazione
del 30 % dei proventi della Villa al Comune di Piazza Armerina,
infatti queste entrate, attraverso una convenzione Regione e Comune,
saranno gestite da Vittorio Sgarbi e destinate prevalentemente
al restauro dei mosaici.»
25 agosto - «Mosaici della Villa romana
a rischio di seri danni?»
Tumino: ... «A
pagare la manutenzione sarà il Comune con l'ormai famoso
30% dei proventi dai biglietti. Questo avviene anche se l'amministrazione
non ha la disponibilità di quei soldi e anche se per la
sistemazione del mosaico occorre modificare la convenzione tra
Comune e assessorato regionale. Come si fa ad iniziare i lavori
d'intervento senza alcuna copertura finanziaria?».
«Rimangono tanti interrogativi; con il 30 % si riuscirà
a fare qualche centinaio di mq di mosaico; con quali fondi si
potrà poi intervenire sulla pulizia del verde e sulla manutenzione?
E poi l'intervento sul mosaico non deve essere di esclusiva competenza
dell'assessorato regionale con fondi dello stesso o tratti da
progetti attribuiti allo stesso?».
Note:
| 1) La legge regionale prevede una sola
modalità con cui i comuni possono partecipare alla gestione
del bene culturale: "la fornitura di beni e servizi";
ogni previsione diversa contenuta nelle convenzione (art. 5)
o nel decreto (art. 1), sarebbe contraria alla legge; 2) Contraria alla legge è la stessa previsione di destinare una parte del 30% degli introiti al restauro dei mosaici (come ipotizzato dall'ex assessore regionale), a meno di confondere il concetto di gestione ( partecipano alla gestione ) con quello di conservazione e valorizzazione di esclusiva competenza della Regione; 3) I due interventi citati dall'art. 6 della convenzione (POR Sicilia e PIT 11) attingono a risorse finanziarie comunitarie vincolate nella destinazione alla realizzazione di interventi di valorizzazione di beni culturali; le risorse previste nella convenzione, pari a circa 2,4 milioni di euro dovrebbero trovare, quindi, questa destinazione anche all'interno dell'Alto Commissariato; ciò potrebbe avvenire solo se destinate alla progettazione degli interventi, mentre sarebbe da escludere ogni utilizzo per le altre finalità previste dalla convenzione; tuttavia destinare tali 2,4 milioni di euro ad attività di predisposizione, promozione, coordinamento (predisposizione, promozione e coordinamento delle progettazioni dei due principali interventi??) pone diversi ordini di problemi: |
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| a. Non c'è nulla che l'Alto
Commissariato possa progettare o coordinare: fino ad ora
l'intervento da 18 milioni di euro lo sta progettando il Centro
Regionale per il Restauro (e così dovrebbe continuare
ad essere anche per il futuro), mentre quello da 6 milioni di
euro lo sta progettando la Provincia di Enna; come già
accennato, c'è poco pure da coordinare (fino ad ora il
coordinamento è stato efficacemente assicurato da conferenze
di servizi o riunioni tecniche); b. Il rispetto delle procedure in materia di lavori pubblici e di spese ammissibili al cofinanziamento UE: in primo luogo non sarebbe possibile destinare il 9,5% delle risorse assegnate ai 2 progetti finanziati dal POR (sono sarebbe possibile inserirle tra le somme a disposizione, né sarebbero riconducibili direttamente all'intervento e all'opera pubblica); in secondo luogo, qualora per la realizzazione dei due interventi si dovesse ricorrere a risorse tecniche esterne alle amministrazioni titolari (esterne all'assessorato regionale o esterne alla provincia di Enna) si dovrebbe procedere attraverso bandi pubblici; neanche la soluzione tecnica di prevedere un Ufficio Unico attraverso una convenzione (esempio recente in Sicilia quello dei PIT) risolverebbe il problema: si tratterebbe di centralizzare, attraverso una convenzione, delle funzioni e dei compiti amministrativi, che altrimenti dovrebbero essere eseguite sul piano gestionale separatamente dagli uffici competenti all'interno di ciascun ente, mediante l'attribuzione anche per delega ad un'unica struttura centrale che può essere, sul piano organizzativo, sia un ufficio di un ente tra i firmatari, oppure un ufficio ex novo; in ogni caso: |
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| i.
il personale assegnato
all'Ufficio Unico è quello delle amministrazioni convenzionate
(attraverso la tecnica dell'avvalimento o l'assegnazione fisica di dipendenti); ii. la competenza a costituire o modificare qualsiasi forma associativa tra enti locali spetta ai rispettivi consigli comunali e provinciali (restando in dubbio la possibilità e la forma di partecipazione della Regione per le funzioni che le competono); iii. il cosiddetto ufficio unico non è una persona giuridica distinta dagli enti di cui è solo un'articolazione organizzativa; pertanto, esso andrebbe considerato come un ufficio dell'Ente pubblico, competente all'adozione di tutti gli atti del quale sia stato incaricato con la convenzione attuativa. In sostanza, esso sarebbe un ufficio, senza distinta personalità giuridica né fiscale, ed il suo dirigente avrebbe la capacità di adottare decisioni (atti e provvedimenti) siccome ogni altro dirigente di quelle amministrazioni, per competenza propria, ed in virtù della delega conferitagli. Ma, soprattutto, sarebbe tenuto a rispettarne le stesse regole d'azione (es. se deve conferire incarico per progettazioni di opere pubbliche deve seguire le stesse regole dell'ente a cui appartiene l'atto); |
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| c. Anche a voler pensare che i 2,4 milioni di euro verranno spesi dall'Alto Commissariato non per progettazioni ma per interventi di restauro, per quale ragione gli stessi non dovrebbero essere realizzati direttamente dall'Assessorato Regionale e dal suo Centro per il Restauro, caso mai con il contributo esterno di consulenti di prestigio (scelti sempre previo regolare bando pubblico!!!! O previa legge). | ||
11 settembre - «Non c'è stata guerra»
Adesso si lavora al cupolone
Lucio Trizzino: «Sulla
copertura, in effetti, non abbiamo ancora chiuso. Stiamo vagliando
due ipotesi: da un lato una grande copertura a forma semplice
che avrebbe come scopo primario quello di proteggere il monumento
dagli agenti atmosferici e dall'altro la copertura dei mosaici
che allude ai tetti romani per mantenere la terza dimensione e
fare apprezzare i volumi, concetto tanto caro a Minissi. Certo
è che le due soluzioni potrebbero convivere, non essendo
tra loro incompatibili».
21 settembre - Vertice tra tecnici per esaminare
il «cupolone»
Trizzino: «L'impegno
e la consapevolezza delle difficoltà nel realizzare l'opera,
se sarà scelto il progetto della cupola è al massimo,
prima di raggiungere la capitale. Sarà una riunione tecnica
che dovrà fare il punto della situazione, oggi, nel sito.
L'on. Pagano, molto sensibile a detta problematica, avrà
modo di vagliare al meglio i progetto, per poi decidere unanimamente
tempi e modi nel realizzare l'opera».
«La soluzione tecnica della cupola che sarà unica
al mondo con il suo diametro di quasi 150 metri per una altezza
di 45 metri, è quella più auspicabile. L'impatto
ambientale,denunciato erroneamente da alcuni personaggi, non esiste
(in modo ufficioso abbiamo visto i disegni e ci siamo resi conto
che l'arch. Trizzino a realizzato non un progetto, ma un'opera
d'arte)».
«quello che dice e quello che afferma l'on. regionale non
ci interessa più di tanto. Siamo venuti qui per lavorare
e non polemizzare. Le polemiche di questo o di quello li lasciamo,
da tempo, dietro la porta».
3 agosto - La Villa del Casale nelle mani
di Sgarbi
Sgarbi: «Non accetto l'assessorato perchè è
un ruolo limitativo; con il decreto regionale avrò poteri
di commissario coordinatore con mandato esecutivo. Occorre notificare
a tutti gli enti il mio ruolo, entro il 15 settembre gli
architetti Trizzino e Bellini presenteranno una proposta di progetto
innovativa sulla copertura, inoltre sarà presentato
uno studio sulle specie arboree del territorio, e dal 15 settembre
una squadra di restauratori coordinati da Cetty Muscolino, effettuerà
i primi interventi di restauro».
4 agosto - Villa romana, primi diverbi
Sgarbi: «O il Centro di Restauro cambia
il progetto sulla villa romana come dico io o del decreto di commissario
non so che farmene».
Art. 1del decreto n° 57 del 9/4/del 2004: «All'on. Vittorio
Sgarbi, esperto storico dell'arte, sono affidate la predisposizione
ed il coordinamento generale di tutti gli interventi da realizzare
per la conservazione, tutela e la valorizzazione della Villa Romana
del Casale di Piazza Armerina».
5 agosto - Così è, se piace a
Vittorio Sgarbi
Prestifilippo: «Sarà
lui a decidere. Se a Sgarbi non piace si dovrà rifare».
Note:
| 1) sarebbe utile poter dare una risposta ad alcuni legittimi interrogati: | |
| a. dal punto di vista della funzionalità
(capacità di proteggere il bene, conservarlo, consentirne
la fruizione ecc.) l'idea progettuale elaborata dal Centro per
il Restauro è o non è adeguata? b. se il progetto a cui stava lavorando Centro per il Restauro è funzionale, perché perdere altro tempo per elaborarne uno diverso (la cupola)? c. i costi per la copertura realizzata attraverso la cupola sono equivalenti a quelli stimabili per la copertura progettata dal Centro per il Restauro? d. se, come è lecito presumere, i costi della "copertura a cupola" saranno superiori a quelli della copertura prevista originariamente dal Centro per il Restauro, a quali interventi si pensa di rinunciare se si proseguirà con l'idea della cupola (acquisizione aree circostanti per fascia filtro, interventi di manutenzione sui mosaici, )? e. a quale opera d'arte sarà data priorità: alla "cupola" o alla Villa Romana del Casale? f. che senso ha affermare il 3 agosto che entro il 15 settembre sarà presentata una proposta di progetto innovativa sulla copertura e solo il giorno dopo affermare che "o il Centro di Restauro cambia il progetto sulla villa romana come dico io o del decreto di commissario non so che farmene"; se i due progetti fossero stati allo stesso livello di elaborazione una tale affermazione sarebbe stata comprensibile, perché si poteva presumere che fossero stati messi a confronto; ma a soli pochi giorni dall'incontro di luglio in cui a Piazza Armerina fu presentato il progetto del Centro per il Restauro e si facevano solo generici cenni alla possibilità di soluzioni diverse, tale affermazione pare dare per scontato che il progetto che si dovrà ancora cominciare ad elaborare sarà sicuramente da preferire a quello già in parte elaborato. |
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4) Non di
sola arte, ma .. anche di comunicazione
L'attenzione dedicata alla vicenda
dai mezzi di comunicazione locali è stata costante.
Nel corso del tempo si è visto prevalere tesi che da più
parti vengono ormai date per scontate; finendo per additare al
pubblico ludibrio le poche voci contrarie.
È evidente come le diverse capacità ed abilità
comunicative abbiano giocato in questo un ruolo determinante;
ma lo sforzo di riportare il confronto tra le diverse posizioni
nel giusto ambito dei "fatti" va ancora ulteriormente
incrementato.
4.1) Solo ora i lavori sono stati sbloccati.
8 agosto - «Con il mio intervento si sono
sbloccati i lavori»
Sgarbi: «Solo
grazie al mio intervento, e non a quello di Tumino, si sono sbloccati
i lavori con l'immediato arrivo delle maestranze di Ravenna che
stanno restaurando le sale della Villa».
26 agosto - Villa, Sgarbi replica a Tumino e
lo querela
Farina: «...Fa
piacere registrare l'improvviso interesse per la Villa che il
deputato regionale della Margherita dimostra oggi, anche se appare
singolare che la sua attenzione si sia risvegliata solo ora, all'indomani
della sua sconfitta elettorale e della nomina a commissario straordinario
di Vittorio Sgarbi e sia rimasta invece assopita per decenni,
consentendo che i mosaici patissero un vergognoso stato di abbandono
e di incuria. Oggi che si fa sul serio e che si predispongono
finalmente tutte quelle azioni necessarie per il recupero del
sito, cominciano gli attacchi, le velenose preoccupazioni e gli
equivoci interessamenti».
Sgarbi: «Adesso basta con queste ridicole tuminate!
Mi hanno proprio stufato. Capisco che tutte queste attenzioni
e la velocita' e l'efficacia dei lavori alla Villa coordinati
dal mio staff innervosiscano coloro che del nulla e delle ciarle
hanno fatto la loro unica ragione di vita. Ma adesso devono capire
che loro hanno perso le elezioni amministrative, noi le abbiamo
vinte e che la rivoluzione e' ormai iniziata a Piazza Armerina
e niente e nessuno potrà più fermarla».
Note:
| 1) In realtà l'intervento non ha sbloccato una situazione di stallo. Il progetto da 18 milioni di euro della Regione era stato previsto da un decreto del dicembre 2003; mentre quello del PIT da 6 milioni di euro era stato finanziato già nel 2002. Entrambe le progettazioni erano ad un significativo livello di avanzamento, tanto da lasciar prevedere che si sarebbero avuti i progetti definitivi entro dicembre (progetto regionale) ed entro settembre (progetto PIT) del 2004. Peraltro da dicembre 2003 a luglio del 2004 si erano consumati 3 incontri per il coordinamento dei due interventi; | |
| 2) Gli interventi di restauro fatti passare per "segno tangibile di efficienza e tempismo" in realtà sembrano più un'operazione di pura immagine: non riguardano, infatti, i due progetti da 18 e 6 milioni di euro sul cui avvio andrebbe invece espresso il giudizio; | |
| 3) L'intervento di Sgarbi, piuttosto, poiché blocca le attività progettuali in corso al luglio del 2004 imponendo un radicale mutamento negli orientamenti progettuali dei due interventi, comporterà | |
| a. un probabile ritardo
nel completamento della fase che porta all'aggiudicazione dei
lavori, qualora le recenti nuove indicazioni progettuali dovessero
essere confermate a seguito della scelta a favore del "Cupolone" b. un sicuro e grave ritardo nel completamento della fase che porta all'aggiudicazione dei lavori, qualora, per ragioni o motivazioni differenti, le recenti nuove indicazioni progettuali dovessero essere contraddette da un ritorno all'idea progettuale del Centro Regionale per il Restauro |
|
| 4) L'intervento non pare essere stato orientato dalla priorità di dare soluzioni urgenti e adeguate ai problemi di conservazione e tutela del bene culturale; al progetto del Centro Regionale del Restauro, che privilegiava tale priorità si contrappone una diversa idea progettuale che sarebbe da preferire per la valenza ed il prestigio della soluzione architettonica. Peraltro non soltanto si stanno ritardando i lavori (da luglio ad ora si sta lavorando solo per valutare quale soluzione progettuale scegliere) ma i maggiori costi assorbiti dalla realizzazione della "cupola" potrebbero sottrarre risorse al restauro del bene | |
4.2) La sorte riservata alle "voci contrarie".
26 agosto - Villa, Sgarbi replica a Tumino e
lo querela
Sgarbi: «Ho gia'
dato mandato ai miei legali di presentare una querela per diffamazione
nei confronti dell'on. Carmelo Tumino».
Farina: «Il grido d'allarme lanciato dall'on. Tumino
sul preoccupante uso di pseudo vernici o impregnanti adoperati,
a suo dire, per la pulizia dei mosaici della Villa Romana del
Casale, puo' essere considerato solo un grido dal momento che
non esiste nessun allarme e nessun pericolo per i mosaici stessi.
Fa piacere registrare l'improvviso interesse per la Villa che
il deputato regionale della Margherita dimostra oggi, anche se
appare singolare che la sua attenzione si sia risvegliata solo
ora, all'indomani della sua sconfitta elettorale e della nomina
a commissario straordinario di Vittorio Sgarbi e sia rimasta invece
assopita per decenni, consentendo che i mosaici patissero un vergognoso
stato di abbandono e di incuria. Oggi che si fa sul serio e che
si predispongono finalmente tutte quelle azioni necessarie per
il recupero del sito, cominciano gli attacchi, le velenose preoccupazioni
e gli equivoci interessamenti».
Sgarbi: «Adesso basta con queste ridicole tuminate!
Mi hanno proprio stufato. Capisco che tutte queste attenzioni
e la velocita' e l'efficacia dei lavori alla Villa coordinati
dal mio staff innervosiscano coloro che del nulla e delle ciarle
hanno fatto la loro unica ragione di vita. Ma adesso devono capire
che loro hanno perso le elezioni amministrative, noi le abbiamo
vinte e che la rivoluzione e' ormai iniziata a Piazza Armerina
e niente e nessuno potrà più fermarla. Il grido
di Tumino non e' un allarme ma e' il dolore di una ferita purulenta
che non riesce a rimarginarsi ma il dolore della sconfitta non
puo' comunque legittimare una continua campagna diffamatoria nei
confronti della mia persona e dello staff che mi collabora: e
per questo motivo che ho gia' dato mandato ai miei legali di presentare
una querela per diffamazione nei confronti di Carmelo Tumino».
«Lo stesso on. Tumino non puo' permettersi il lusso di screditare
la professionalita' mia e di coloro che stanno effettuando i lavori
di pulitura delle tessere dei mosaici».
27 agosto - Piazza Armerina, i restauratori se
ne vanno
Farina: «Il grido
d'allarme lanciato dall'on. Carmelo Tumino sortisce i primi disastrosi
effetti: amareggiati ed offesi dalla sconsiderata sortita del
deputato piazzese, i tre restauratori, impegnati nel faticoso
lavoro di ripulitura dei mosaici della Villa Romana di Piazza
Armerina, hanno deciso di abbandonare il lavoro fin qui eseguito
e di ripartire immediatamente per Perugia».
«I professionisti del restauro hanno motivato la loro clamorosa
decisione affermando che lo spirito di profondo amore per l'arte,
che li aveva spinti ad accettare il delicato incarico su invito
personale di Vittorio Sgarbi, senza preoccuparsi nemmeno di quanto
e quando sarebbero stati pagati per il lavoro svolto, è
stato travolto dalla petulante insolenza e dalla cattiveria gratuita
di Tumino, mirate a screditare la loro professionalità
e a gettare sconvolgenti ombre e sospetti sul loro operato».
Trizzino: «Le offese gratuite che mi sono state indirizzate
sul sito internet di Piazza Grande ed il diffamatorio linciaggio
morale sulla stampa di ieri, mi convincono che non c'è
spazio per quel serio e sereno dibattito che reputo indispensabile
per svolgere un compito tanto delicato e responsabile com'è
quello di assicurare al futuro la Villa Romana del Casale di Piazza
Armerina. Ritengo pertanto di spendere altrove il mio impegno
civile e professionale».
Farina: «Parole pesanti come macigni che inchiodano
alla propria responsabilità chi ha remato contro Piazza
Armerina e contro la Villa Romana del Casale, combattendo una
battaglia sleale improntata sulla calunnia, sullo screditamento,
sulla disinformazione e sulla contrapposizione. I responsabili
di questa campagna denigratoria dovranno assumersi la responsabilità
di quanto fatto».
Sgarbi: «l'offesa subita sia gravissima». «la
ridicola sortita» di Tumino abbia «costretto i restauratori
impegnati nelle pulizie del sito a lasciare Piazza Armerina, bloccando
la continuazione dei lavori ed arrecando all'intera struttura
danni incalcolabili».
29 agosto - «Siamo aperti alle critiche,
se costruttive»
Tudisco: «Il clima
disdicevole e vergognoso, creato dalla serie d'attacchi pretestuosi
e gratuiti per opera dell'opposizione, obbliga una precisazione;
nessuno vuole censurare gli interventi della Sinistra e in modo
particolare del deputato regionale Carmelo Tumino, su argomenti
d'interesse collettivo, ma l'amministrazione comunale avrebbe
gradito un'opposizione più costruttiva, legata all'obiettivo
comune del bene della collettività, evitando l'uso di polemiche
che creano allarmismi in un momento particolarmente delicato.»
7 settembre - «Polemizzare non paga, da ora
non rispondiamo più agli attacchi»
Amministrazione comunale: «stucchevole
rito, quasi settimanale, da parte di persone (il riferimento è
rivolto principalmente a un sito internet, che criticano il nostro
operato in merito al recupero della Villa romana».
«alimentare la polemica per il solo sfizio di vedere gli
altri reagire, non paga più. Ormai è acqua passata;
anzi promettiamo da oggi in avanti di non rispondere ai pettegolezzi,
alle dichiarazioni e ad altri attacchi che potrebbero danneggiare
il prosieguo dell'operazione dei lavori alla Villa Romana del
Casale. Coinvolgere persone che non hanno niente da dimostrare,
avendo nel passato proprio un curriculum di eccellenza è
offensivo».
«Ormai la situazione è molto chiara a tutti polemizzare
ad ogni parola o respiro che fanno gli altri, non serve a nulla.
Ha detto bene l'arch. Trizzino quando ha affermato: "bisogna
salvare la Villa Romana e tutta l'area archeologica del Casale,
prima che sia troppo tardi"».
«Rimarcare, come avviene nel sito web, che il "tale"
è stato, in questa estate, uno dei più assidui frequentatori
dei tavolini di piazza Garibaldi a gustarsi un'ottima granita
non è un reato; risulta quanto meno sgradevole, invece,
per la città, fare pubblicità, notizia inserite
nello stesso sito, sulle granite più buone fatte a Catania
e Siracusa. Si vede che questa persona è un buongustaio,
anche se preferisce le granite fatte altrove».
Quello che viene contestato dall'amministrazione Prestifilippo
«e' il modo come è intervenuto su questa problematica.
Nessuno rema contro l'on. Tumino, e quanto meno con altri personaggi
che ronzano attorno alla zona archeologica, ma è fuor di
dubbio, come detto in precedenti interventi che il "treno"
passa una volta sola nella vita, se perdiamo questo treno, perderemo
Piazza Armerina».
21 settembre - Vertice tra tecnici per esaminare
il «cupolone»
Trizzino: «...quello
che dice e quello che afferma l'on. regionale non ci interessa
più di tanto. Siamo venuti qui per lavorare e non polemizzare.
Le polemiche di questo o di quello li lasciamo, da tempo, dietro
la porta».
Note:
Negli ultimi tempi la città di Piazza Armerina e la stessa
Provincia Regionale di Enna hanno dimostrato di saper mobilitare
le proprie migliori energie e risorse umane per una degna soluzione
dell'annoso problema della Villa Romana; ne sono evidenza il comitato
cittadino che ha contribuito non poco alla decisione dell'Assessorato
Regionale di concedere un finanziamento di 18 milioni di euro
per interventi sulla conservazione e valorizzazione del sito (intervento
inspiegabilmente negato - o
dimenticato - dal 2001 fino al dicembre del 2003), nonché
la decisione di un'intera Provincia di destinare oltre il 50%
delle risorse PIT ad un intervento di infrastrutturazione del
sito.
Tali risultati, faticosamente raggiunti dopo anni, non solo legittimano
ma quasi moralmente impongono a tutti il dovere di vigilare e
partecipare alle vicende di tutto quanto oggi sta accadendo intorno
al bene.
Un diritto-dovere ancora più forte va riconosciuto a coloro
che per il ruolo (istituzionale o naturale) avuto in questa vicenda
hanno contribuito più di altri ai risultati raggiunti;
a costoro la collettività locale deve riconoscimento per
il contributo dato e da questi si aspetta un rinnovato ed accresciuto
impegno affinché nulla venga vanificato.
Il tentativo, ormai manifesto, di screditare e delegittimare
ogni "voce dissenziente" ed ogni "mente pensante"
(si spera di aver dimostrato la fondatezza e la legittimità
di tutte le questioni sollevate) alimenta contrapposizioni faziose
(contro la coralità dell'azione che fino ad ora è
stata espressa) e provoca violente e strumentali delegittimazioni
personali; con il risultato di mettere a serio rischio il successo
degli sforzi fino ad ora fatti e delle iniziative in corso che
ne sono frutto, di impedire un sereno ragionare sulle cose e,
soprattutto, di impoverire il già scarso patrimonio di
"coesione sociale" di questo territorio.
4.3) La disponibilità al confronto.
5 settembre - E' tornato Trizzino «Salviamo
la Villa»
Trizzino: «Bisogna
tornare a lavorare per il bene della Villa romana e, per farlo
in maniera egregia, ci vogliono l'aiuto e il coinvolgimento di
tutti (tecnici, associazioni, etc., ndr) ottimizzandone il lavoro.»
«Per il ritorno dei restauratori ci sono delle difficoltà,
visto che gli stessi (con curricula invidiabili) si sono sentiti
offesi, ritenendo ingiustificate le polemiche nei loro confronti
sulle capacità e sulla loro professionalità. Faremo
di tutto per riportarli a Piazza Armerina e continuare nel loro
certosino lavoro di restauro e pulitura delle tessere della Villa
Imperiale».
«Al di là degli interessi particolari della Villa
Romana (professionali e politici) andiamo avanti nel nostro lavoro,
senza aspettarci regali di sorta, ma desiderosi di vedere finalmente
una cittadinanza unita nel portare avanti il progetto dell'on.
Sgarbi che è quello di riportare la Villa romana ai fasti
di un tempo, ormai quasi dimendicato. Il treno passa una volta
sola, chi non sale su quel treno è perduto. Vogliono i
piazzesi salire o rimanere esclusi da tutto? La vera risposta
sono i fatti e non le solite parole e dichiarazioni di circostanza».
7 settembre - Anche la Villa romana avrà
il «cupolone»
Trizzino: «Se
invece di fare polemiche si fosse parlato. Sono sempre stato disponibile
con chiunque abbia voluto acquisire la documentazione amministrativa.
C'è dell'incoscienza in tutto questo atteggiamento, che
non porta del bene a nessuno. Maltrattare delle persone che lavorano
seriamente ed onestamente, sottoponendole a pressione, dubbi e
a domande che non vogliono risposta, è certamente la tecnica
di chi non vuole sapere. Il 15 settembre, il progetto del centro
regionale del restauro dovrà incominciare a percorrere
la strada dell'iter burocratico, che prevede entro il 31 dicembre
l'assegnazione del lavoro ad un'impresa per evitare che si perdano
i fondi, non è ancora certo se io figurerò come
consulente del progetto, perché, prima di ogni cosa io
sono un cittadino che lavora per impegno civile e poi anche per
vivere, cosa che, a quanto pare, qualcuno non capisce. Mi piacerebbe
avere un dibattito sereno e non le offese continue, non capisco
che rapporto ci sia tra la conservazione della villa, quello che
si sta facendo e le offese personali».
7 settembre - «Polemizzare non paga, da ora
non rispondiamo più agli attacchi»
Amministrazione comunale: «stucchevole
rito, quasi settimanale, da parte di persone (il riferimento è
rivolto principalmente a un sito internet, che criticano il nostro
operato in merito al recupero della Villa romana».
«alimentare la polemica per il solo sfizio di vedere gli
altri reagire, non paga più. Ormai è acqua passata;
anzi promettiamo da oggi in avanti di non rispondere ai pettegolezzi,
alle dichiarazioni e ad altri attacchi che potrebbero danneggiare
il prosieguo dell'operazione dei lavori alla Villa Romana del
Casale. Coinvolgere persone che non hanno niente da dimostrare,
avendo nel passato proprio un curriculum di eccellenza è
offensivo».
«Ormai la situazione è molto chiara a tutti polemizzare
ad ogni parola o respiro che fanno gli altri, non serve a nulla.
Ha detto bene l'arch. Trizzino quando ha affermato: "bisogna
salvare la Villa Romana e tutta l'area archeologica del Casale,
prima che sia troppo tardi"».
«Quello che viene contestato dall'amministrazione Prestifilippo
«e' il modo come è intervenuto su questa problematica.
Nessuno rema contro l'on. Tumino, e quanto meno con altri personaggi
che ronzano attorno alla zona archeologica, ma è fuor di
dubbio, come detto in precedenti interventi che il "treno"
passa una volta sola nella vita, se perdiamo questo treno, perderemo
Piazza Armerina».
Note:
Il momento è estremamente delicato.
Se si riconoscono:
allora è fondamentale assicurare nell'immediato l'avvio di un sereno confronto che contribuisca a garantire (nell'ordine):
1) il rigoroso rispetto delle regole e procedure
(un qualsiasi errore rende impraticabile anche la migliore delle
ipotesi d'azione)
2) la individuazione di condivisi criteri da adottare per
il confronto delle alternative
3) il confronto tra le diverse alternative alla luce dei
criteri scelti
Alla fine la differenza la farà
"la individuazione di condivisi criteri da adottare per il
confronto delle alternative" (posto che la prima è
precondizione ad ogni azione e l'ultima dovrebbe essere quasi
neutra rispetto alla seconda).
Nel merito del secondo punto un'ipotesi di lavoro potrebbe essere
quella di (in ordine d'importanza):
Infine, qualora si giudicasse utile ed opportuno affidare ad organismi straordinari alcune funzioni, lo stesso dovrebbe avvenire nel rispetto degli iter e procedure previste, individuando adeguate coperture finanziarie (che non possono derivare dal POR) e indicando come si regoleranno i rapporti e le relazioni con altri soggetti in caso di conflitto o concorso di competenze.
Mauro Costa