28.09.2004

Dibattito sulla Villa del Casale:
l'intervento di Mauro Costa [1]


1) Le funzioni attribuite a Sgarbi e quelle attribuite all'Alto Commissario Villa Romana
Art. 1 del decreto n° 57 del 9/7del 2004: «All'on. Vittorio Sgarbi, esperto storico dell'arte, sono affidate la predisposizione ed il coordinamento generale di tutti gli interventi da realizzare per la conservazione, tutela e la valorizzazione della Villa Romana del Casale di Piazza Armerina

6 agosto - «L'on. Sgarbi non può disporre dei 18 mln di euro per la Villa»
Tumino (
deputato regionale della Margherita): «è impossibilitato a decidere sull'utilizzo del grande finanziamento (18,2 milioni di euro per la Villa). Infatti, secondo il complemento di programmazione, le competenze spettano al direttore generale dei Beni culturali e nessun decreto può modificare tale attribuzione. Inoltre Sgarbi non ha competenze sul Pit 11 (che riguarda l'esterno della Villa) che è a regia provinciale».
«nessuno ha incaricato di effettuare le progettazioni sulla Villa ai tecnici invitati da Sgarbi. Dalla Direzione Generale non ci sono stati e non ci potevano essere incarichi. Forse sono stati incaricati da Sgarbi? E se ciò fosse vero - si chiede Tumino - chi li pagherà e con quali fondi?».
«Nell'attesa che qualcuno faccia chiarezza rimane il problema fondamentale: l'on. Sgarbi a che serve? Non è il Commissario del Museo di Villa Romana (l'Ente amministrativo che dovrebbe gestire la Villa); non coordina le istituzioni che a vario titolo sono tenute ad intervenire sulla Villa in quanto per questo rimane confermato il gen. Conforti; non coordina la progettazione degli interventi a regia regionale in quanto ciò compete al direttore generale dei Beni culturali; non coordina gli interventi del Comune, per quanto riguarda l'utilizzo del 30% perché ciò, compete all'Amministrazione e, Lui, non ha ritenuto di assumere l'incarico di Assessore. Questo equivoco frutto di superficialità amministrativa e politica, o nasconde verità scomode e potenzialmente travolgenti per gli interessi della nostra città oppure potrà diventare il fallimento di una grande opportunità che oggi, dopo 50 anni di totale mancanza di interventi, appare un fatto straordinario ed in fase di concreta realizzazione».
«Farebbe bene il consiglio comunale a cercare di capire; sarebbe opportuno che il sindaco uscisse dal suo strano silenzio».

19 settembre - «Granata non poteva assegnare i poteri di commissario a Sgarbi»
Tumino:
«Nei miei interventi sulla Villa Romana ho fatto notare le gravi contraddizioni tra le presunte competenze attribuite all'on. Sgarbi, e quelle attribuite agli Enti Istituzionali: Sovrintendenza, Museo della Villa, Provincia, ecc. Sgarbi si è "innervosito", i restauratori si sono offesi e sono andati via; non era questo il mio intento e la cosa ritengo sia stata chiarita nel senso che è stata riconosciuta la validità delle mie osservazioni e la necessità di dare una sistemazione corretta, sul piano amministrativo, a tutta la questione. A tal fine l'on. Sgarbi propone di approvare una convenzione, che è già al vaglio del Consiglio Comunale, che si fonda su questi elementi: l'assessorato regionale ai Beni Culturali vuole affidare ad un unico soggetto la predisposizione ed il coordinamento di tutti gli interventi a favore della Villa; il soggetto individuato è l'on. Sgarbi; per l'espletamento dell'incarico affidato a Sgarbi è necessario costituire un organismo denominato «Alto commissariato della Villa Romana di Piazza Armerina» costituito dal Coordinatore Generale, da una direzione tecnica, una unità amministrativa e un addetto alla sicurezza, con contratti di diritto privato e sede a Piazza Armerina nei locali messi a disposizione dal Comune. Al coordinatore generale sono affidate la predisposizione e il coordinamento generale di tutti gli interventi da realizzare per la conservazione, la tutela, la valorizzazione e la gestione della Villa Romana di Piazza Armerina e del suo intorno territoriale; l'Alto Commissariato verrà finanziato con parte di proventi derivati dal 30% spettante al Comune dalla vendita dei biglietti; con parte della somma del Pit 11, gestito dalla Provincia e che riguarda l'esterno della Villa; con il 9,5% dei 18 milioni di euro del Por 2000/2006».
«La Villa Romana verrebbe scorporata dal resto dei beni culturali regionali ed affidata ad un solo uomo. Si potrebbe anche essere d'accordo, io non lo sono! Il problema però è un altro: una convenzione non può modificare una legge. Dovrebbe essere il Parlamento siciliano a volerlo fare e, ritengo che, anche in questa ipotesi ci sarebbe l'impugnativa del Commissario dello Stato per violazione dei principi dell'ordinamento. La verità è che l'assessore Granata, quando nominò Sgarbi coordinatore, è stato superficiale è gli ha attribuito poteri che lui stesso non aveva e che, comunque, non poteva delegare. Questa convenzione, così come prevede la L.R. 10/99, dovrebbe riguardare solo i rapporti fra Comune ed Assessorato per la gestione del famoso 30% degli introiti dei biglietti; essa, tra l'altro, andrebbe a sostituirsi a quella già sottoscritta tra le parti nel Febbraio scorso (anche questa potrebbe essere una illegittima anomalia)».

Note:
Le obbiezioni sollevate paiono fondate:
1) appaiono poco chiare le funzioni attribuite a Sgarbi dal decreto assessoriale del luglio 2004:
  a. coordinamento interventi: con decreto dell'assessore è possibile attribuire poteri che a questo competono; non può essere legittimo il potere di coordinare progetti non nella sfera di competenza dell'assessorato (es. PIT); peraltro non c'è nulla da coordinare: il coordinamento tra regione e provincia di Enna era già avvenuto grazie ai tre incontri avuti da dicembre 2003 al luglio 2004;
b. progettazione interventi: anche in questo caso, a prescindere dalle riconosciute competenze scientifiche di Sgarbi e della sue equipe, ogni incarico per la progettazione che superi certi importi deve essere affidato nel rispetto della normativa sui lavori pubblici (gara pubblica); la creazione di qualsiasi unità tecnica al di fuori dell'organico dell'ente committente per aggirare tale obbligo sarebbe viziata a prescindere dall'appellativo attribuito (es. alto commissario); in conclusione qualora una parte delle risorse dei due interventi (regione e PIT) dovesse essere spesa per progettare gli interventi (anche se solo per coordinare le progettazioni) con il ricorso a risorse tecniche esterne l'atto sarebbe illegittimo se fatto senza rispettare le norme sugli appalti di servizi.
2) Tra le funzioni di cui al decreto e quelle attribuite all'"Alto Commissariato della Villa Romana" previsto dalla convenzione del 18 agosto 2004 manca continuità:
  a. Il decreto si limita a prevedere coordinamento e predisposizione degli interventi (progettazione?); la convenzione parla di ben altro; si parla di gestione del sito e dell'area vasta; si attribuiscono le funzioni proprie del Museo (ricerca, valorizzazione ecc.) senza dire che fine farà quest'ultimo; si attribuiscono funzioni di competenza del Comune di Piazza Armerina nell'offerta di beni e servizi;
b. Tale mancanza di continuità se non rende illegittima la convenzione, tuttavia non la può far discendere come necessaria e conseguente al decreto assessoriale del luglio 2004.



2) Destinazione delle risorse a disposizione del Comune, previsione della convenzione del 18 agosto 2004 e dotazioni finanziarie Alto Commissariato
Legge Regionale n. 9 del 09 08 2002

ARTICOLO 28
Proventi della vendita dei biglietti di accesso ai siti culturali
1. L'articolo 7 della legge regionale 27 aprile 1999, n. 10 è così sostituito:
'Art. 7. - 1. Il 30 per cento dei proventi derivanti dalla vendita dei biglietti d'accesso ai musei, alle gallerie ed alle zone archeologiche e monumentali regionali è direttamente versato, con cadenza trimestrale, ai comuni o alle associazioni di comuni, nel cui territorio gli stessi beni ricadono, e che partecipino alla gestione con la fornitura di beni e servizi, sulla base di apposite convenzioni stipulate con l'Assessorato regionale dei beni culturali ed ambientali e della pubblica istruzione.'
Art. 1 del decreto n° 57 del 9/7del 2004: «All'on. Vittorio Sgarbi, esperto storico dell'arte, sono affidate la predisposizione ed il coordinamento generale di tutti gli interventi da realizzare per la conservazione, tutela e la valorizzazione della Villa Romana del Casale di Piazza Armerina

Convenzione del 18 agosto 2004 tra Assessorato Reginale BB CC, Comune di P. Armerina, Provincia di Enna, On. Sgarbi
Articolo 5
L'alto Commissario della Villa provvederà a predisporre, promuovere, coordinare tutti gli interventi e le iniziative di carattere conoscitivo, scientifico, tecnico ed urbanistico utili alla comprensione degli aspetti storici, scientifici, artistici e naturalistici necessari ad assicurare il maggior grado di tutela, di perfetta conservazione e di valorizzazione sostenibile del monumento e del suo intorno territoriale. Provvederà a disporre gli interventi ritenuti urgenti per la conservazione e la fruizione del monumento.
Articolo 6
L'alto Commissariato della Villa Romana .... provvede ai compiti descritti nei punti precedenti attraverso le seguenti risorse
finanziarie:
  1) parte dei proventi derivanti dal 30% spettante al Comune di Piazza Armerina dalla vendita dei biglietti d'accesso alla Villa Romana;
2) parte delle somme a disposizione dell'amministrazione del progetto POR 2000-2006 che in analogia con la normativa per le opere date in concessione si ragguaglia nella misura del 9,5% della sommatoria dell'importo posto a base dell'appalto più le somme relative alle opere scorporate;
3) parte delle somme a disposizione dell'Amministrazione del progetto PIT 11 della Provincia Regionale di Enna, nell'identica misura.

3 agosto - La Villa del Casale nelle mani di Sgarbi
Granata:
«I punti fondamentali sono due: la copertura e la gestione della Villa»
«Sarà rivista la convenzione che prevede la destinazione del 30 % dei proventi della Villa al Comune di Piazza Armerina, infatti queste entrate, attraverso una convenzione Regione e Comune, saranno gestite da Vittorio Sgarbi e destinate prevalentemente al restauro dei mosaici.»

25 agosto - «Mosaici della Villa romana a rischio di seri danni?»
Tumino: ...
«A pagare la manutenzione sarà il Comune con l'ormai famoso 30% dei proventi dai biglietti. Questo avviene anche se l'amministrazione non ha la disponibilità di quei soldi e anche se per la sistemazione del mosaico occorre modificare la convenzione tra Comune e assessorato regionale. Come si fa ad iniziare i lavori d'intervento senza alcuna copertura finanziaria?».
«Rimangono tanti interrogativi; con il 30 % si riuscirà a fare qualche centinaio di mq di mosaico; con quali fondi si potrà poi intervenire sulla pulizia del verde e sulla manutenzione? E poi l'intervento sul mosaico non deve essere di esclusiva competenza dell'assessorato regionale con fondi dello stesso o tratti da progetti attribuiti allo stesso?».

Note:
1) La legge regionale prevede una sola modalità con cui i comuni possono partecipare alla gestione del bene culturale: "la fornitura di beni e servizi"; ogni previsione diversa contenuta nelle convenzione (art. 5) o nel decreto (art. 1), sarebbe contraria alla legge;
2) Contraria alla legge è la stessa previsione di destinare una parte del 30% degli introiti al restauro dei mosaici (come ipotizzato dall'ex assessore regionale), a meno di confondere il concetto di gestione ( partecipano alla gestione ) con quello di conservazione e valorizzazione di esclusiva competenza della Regione;
3) I due interventi citati dall'art. 6 della convenzione (POR Sicilia e PIT 11) attingono a risorse finanziarie comunitarie vincolate nella destinazione alla realizzazione di interventi di valorizzazione di beni culturali; le risorse previste nella convenzione, pari a circa 2,4 milioni di euro dovrebbero trovare, quindi, questa destinazione anche all'interno dell'Alto Commissariato; ciò potrebbe avvenire solo se destinate alla progettazione degli interventi, mentre sarebbe da escludere ogni utilizzo per le altre finalità previste dalla convenzione; tuttavia destinare tali 2,4 milioni di euro ad attività di predisposizione, promozione, coordinamento (predisposizione, promozione e coordinamento delle progettazioni dei due principali interventi??) pone diversi ordini di problemi:
  a. Non c'è nulla che l'Alto Commissariato possa progettare o coordinare: fino ad ora l'intervento da 18 milioni di euro lo sta progettando il Centro Regionale per il Restauro (e così dovrebbe continuare ad essere anche per il futuro), mentre quello da 6 milioni di euro lo sta progettando la Provincia di Enna; come già accennato, c'è poco pure da coordinare (fino ad ora il coordinamento è stato efficacemente assicurato da conferenze di servizi o riunioni tecniche);
b. Il rispetto delle procedure in materia di lavori pubblici e di spese ammissibili al cofinanziamento UE: in primo luogo non sarebbe possibile destinare il 9,5% delle risorse assegnate ai 2 progetti finanziati dal POR (sono sarebbe possibile inserirle tra le somme a disposizione, né sarebbero riconducibili direttamente all'intervento e all'opera pubblica); in secondo luogo, qualora per la realizzazione dei due interventi si dovesse ricorrere a risorse tecniche esterne alle amministrazioni titolari (esterne all'assessorato regionale o esterne alla provincia di Enna) si dovrebbe procedere attraverso bandi pubblici; neanche la soluzione tecnica di prevedere un Ufficio Unico attraverso una convenzione (esempio recente in Sicilia quello dei PIT) risolverebbe il problema: si tratterebbe di centralizzare, attraverso una convenzione, delle funzioni e dei compiti amministrativi, che altrimenti dovrebbero essere eseguite sul piano gestionale separatamente dagli uffici competenti all'interno di ciascun ente, mediante l'attribuzione anche per delega ad un'unica struttura centrale che può essere, sul piano organizzativo, sia un ufficio di un ente tra i firmatari, oppure un ufficio ex novo; in ogni caso:
    i. il personale assegnato all'Ufficio Unico è quello delle amministrazioni convenzionate (attraverso la tecnica dell'avvalimento o l'assegnazione fisica
di dipendenti);
ii. la competenza a costituire o modificare qualsiasi forma associativa tra enti locali spetta ai rispettivi consigli comunali e provinciali (restando in dubbio la possibilità e la forma di partecipazione della Regione per le funzioni che le competono);
iii. il cosiddetto ufficio unico non è una persona giuridica distinta dagli enti di cui è solo un'articolazione organizzativa; pertanto, esso andrebbe considerato come un ufficio dell'Ente pubblico, competente all'adozione di tutti gli atti del quale sia stato incaricato con la convenzione attuativa. In sostanza, esso sarebbe un ufficio, senza distinta personalità giuridica né fiscale, ed il suo dirigente avrebbe la capacità di adottare decisioni (atti e provvedimenti) siccome ogni altro dirigente di quelle amministrazioni, per competenza propria, ed in virtù della delega conferitagli. Ma, soprattutto, sarebbe tenuto a rispettarne le stesse regole d'azione (es. se deve conferire incarico per progettazioni di opere pubbliche deve seguire le stesse regole dell'ente a cui appartiene l'atto);
  c. Anche a voler pensare che i 2,4 milioni di euro verranno spesi dall'Alto Commissariato non per progettazioni ma per interventi di restauro, per quale ragione gli stessi non dovrebbero essere realizzati direttamente dall'Assessorato Regionale e dal suo Centro per il Restauro, caso mai con il contributo esterno di consulenti di prestigio (scelti sempre previo regolare bando pubblico!!!! O previa legge).


3) Le soluzioni progettuali

11 settembre - «Non c'è stata guerra» Adesso si lavora al cupolone
Lucio Trizzino:
«Sulla copertura, in effetti, non abbiamo ancora chiuso. Stiamo vagliando due ipotesi: da un lato una grande copertura a forma semplice che avrebbe come scopo primario quello di proteggere il monumento dagli agenti atmosferici e dall'altro la copertura dei mosaici che allude ai tetti romani per mantenere la terza dimensione e fare apprezzare i volumi, concetto tanto caro a Minissi. Certo è che le due soluzioni potrebbero convivere, non essendo tra loro incompatibili».

21 settembre - Vertice tra tecnici per esaminare il «cupolone»
Trizzino: «L'impegno e la consapevolezza delle difficoltà nel realizzare l'opera, se sarà scelto il progetto della cupola è al massimo, prima di raggiungere la capitale. Sarà una riunione tecnica che dovrà fare il punto della situazione, oggi, nel sito. L'on. Pagano, molto sensibile a detta problematica, avrà modo di vagliare al meglio i progetto, per poi decidere unanimamente tempi e modi nel realizzare l'opera».
«La soluzione tecnica della cupola che sarà unica al mondo con il suo diametro di quasi 150 metri per una altezza di 45 metri, è quella più auspicabile. L'impatto ambientale,denunciato erroneamente da alcuni personaggi, non esiste (in modo ufficioso abbiamo visto i disegni e ci siamo resi conto che l'arch. Trizzino a realizzato non un progetto, ma un'opera d'arte)».
«quello che dice e quello che afferma l'on. regionale non ci interessa più di tanto. Siamo venuti qui per lavorare e non polemizzare. Le polemiche di questo o di quello li lasciamo, da tempo, dietro la porta».

3 agosto - La Villa del Casale nelle mani di Sgarbi
Sgarbi
: «Non accetto l'assessorato perchè è un ruolo limitativo; con il decreto regionale avrò poteri di commissario coordinatore con mandato esecutivo. Occorre notificare a tutti gli enti il mio ruolo, entro il 15 settembre gli architetti Trizzino e Bellini presenteranno una proposta di progetto innovativa sulla copertura, inoltre sarà presentato uno studio sulle specie arboree del territorio, e dal 15 settembre una squadra di restauratori coordinati da Cetty Muscolino, effettuerà i primi interventi di restauro».

4 agosto - Villa romana, primi diverbi
Sgarbi: «O il Centro di Restauro cambia il progetto sulla villa romana come dico io o del decreto di commissario non so che farmene».
Art. 1del decreto n° 57 del 9/4/del 2004: «All'on. Vittorio Sgarbi, esperto storico dell'arte, sono affidate la predisposizione ed il coordinamento generale di tutti gli interventi da realizzare per la conservazione, tutela e la valorizzazione della Villa Romana del Casale di Piazza Armerina».

5 agosto - Così è, se piace a Vittorio Sgarbi
Prestifilippo:
«Sarà lui a decidere. Se a Sgarbi non piace si dovrà rifare».

Note:
 1) sarebbe utile poter dare una risposta ad alcuni legittimi interrogati:
  a. dal punto di vista della funzionalità (capacità di proteggere il bene, conservarlo, consentirne la fruizione ecc.) l'idea progettuale elaborata dal Centro per il Restauro è o non è adeguata?
b. se il progetto a cui stava lavorando Centro per il Restauro è funzionale, perché perdere altro tempo per elaborarne uno diverso (la cupola)?
c. i costi per la copertura realizzata attraverso la cupola sono equivalenti a quelli stimabili per la copertura progettata dal Centro per il Restauro?
d. se, come è lecito presumere, i costi della "copertura a cupola" saranno superiori a quelli della copertura prevista originariamente dal Centro per il Restauro, a quali interventi si pensa di rinunciare se si proseguirà con l'idea della cupola (acquisizione aree circostanti per fascia filtro, interventi di manutenzione sui mosaici, )?
e. a quale opera d'arte sarà data priorità: alla "cupola" o alla Villa Romana del Casale?
f. che senso ha affermare il 3 agosto che entro il 15 settembre sarà presentata una proposta di progetto innovativa sulla copertura e solo il giorno dopo affermare che "o il Centro di Restauro cambia il progetto sulla villa romana come dico io o del decreto di commissario non so che farmene"; se i due progetti fossero stati allo stesso livello di elaborazione una tale affermazione sarebbe stata comprensibile, perché si poteva presumere che fossero stati messi a confronto; ma a soli pochi giorni dall'incontro di luglio in cui a Piazza Armerina fu presentato il progetto del Centro per il Restauro e si facevano solo generici cenni alla possibilità di soluzioni diverse, tale affermazione pare dare per scontato che il progetto che si dovrà ancora cominciare ad elaborare sarà sicuramente da preferire a quello già in parte elaborato.


4) Non di sola arte, ma .. anche di comunicazione

L'attenzione dedicata alla vicenda dai mezzi di comunicazione locali è stata costante.
Nel corso del tempo si è visto prevalere tesi che da più parti vengono ormai date per scontate; finendo per additare al pubblico ludibrio le poche voci contrarie.
È evidente come le diverse capacità ed abilità comunicative abbiano giocato in questo un ruolo determinante; ma lo sforzo di riportare il confronto tra le diverse posizioni nel giusto ambito dei "fatti" va ancora ulteriormente incrementato.

4.1) Solo ora i lavori sono stati sbloccati.

8 agosto - «Con il mio intervento si sono sbloccati i lavori»
Sgarbi
: «Solo grazie al mio intervento, e non a quello di Tumino, si sono sbloccati i lavori con l'immediato arrivo delle maestranze di Ravenna che stanno restaurando le sale della Villa».

26 agosto - Villa, Sgarbi replica a Tumino e lo querela
Farina:
«...Fa piacere registrare l'improvviso interesse per la Villa che il deputato regionale della Margherita dimostra oggi, anche se appare singolare che la sua attenzione si sia risvegliata solo ora, all'indomani della sua sconfitta elettorale e della nomina a commissario straordinario di Vittorio Sgarbi e sia rimasta invece assopita per decenni, consentendo che i mosaici patissero un vergognoso stato di abbandono e di incuria. Oggi che si fa sul serio e che si predispongono finalmente tutte quelle azioni necessarie per il recupero del sito, cominciano gli attacchi, le velenose preoccupazioni e gli equivoci interessamenti».
Sgarbi: «Adesso basta con queste ridicole tuminate! Mi hanno proprio stufato. Capisco che tutte queste attenzioni e la velocita' e l'efficacia dei lavori alla Villa coordinati dal mio staff innervosiscano coloro che del nulla e delle ciarle hanno fatto la loro unica ragione di vita. Ma adesso devono capire che loro hanno perso le elezioni amministrative, noi le abbiamo vinte e che la rivoluzione e' ormai iniziata a Piazza Armerina e niente e nessuno potrà più fermarla».

Note:
1) In realtà l'intervento non ha sbloccato una situazione di stallo. Il progetto da 18 milioni di euro della Regione era stato previsto da un decreto del dicembre 2003; mentre quello del PIT da 6 milioni di euro era stato finanziato già nel 2002. Entrambe le progettazioni erano ad un significativo livello di avanzamento, tanto da lasciar prevedere che si sarebbero avuti i progetti definitivi entro dicembre (progetto regionale) ed entro settembre (progetto PIT) del 2004. Peraltro da dicembre 2003 a luglio del 2004 si erano consumati 3 incontri per il coordinamento dei due interventi;
2) Gli interventi di restauro fatti passare per "segno tangibile di efficienza e tempismo" in realtà sembrano più un'operazione di pura immagine: non riguardano, infatti, i due progetti da 18 e 6 milioni di euro sul cui avvio andrebbe invece espresso il giudizio;
3) L'intervento di Sgarbi, piuttosto, poiché blocca le attività progettuali in corso al luglio del 2004 imponendo un radicale mutamento negli orientamenti progettuali dei due interventi, comporterà
  a. un probabile ritardo nel completamento della fase che porta all'aggiudicazione dei lavori, qualora le recenti nuove indicazioni progettuali dovessero essere confermate a seguito della scelta a favore del "Cupolone"
b. un sicuro e grave ritardo nel completamento della fase che porta all'aggiudicazione dei lavori, qualora, per ragioni o motivazioni differenti, le recenti nuove indicazioni progettuali dovessero essere contraddette da un ritorno all'idea progettuale del Centro Regionale per il Restauro
4) L'intervento non pare essere stato orientato dalla priorità di dare soluzioni urgenti e adeguate ai problemi di conservazione e tutela del bene culturale; al progetto del Centro Regionale del Restauro, che privilegiava tale priorità si contrappone una diversa idea progettuale che sarebbe da preferire per la valenza ed il prestigio della soluzione architettonica. Peraltro non soltanto si stanno ritardando i lavori (da luglio ad ora si sta lavorando solo per valutare quale soluzione progettuale scegliere) ma i maggiori costi assorbiti dalla realizzazione della "cupola" potrebbero sottrarre risorse al restauro del bene

4.2) La sorte riservata alle "voci contrarie".

26 agosto - Villa, Sgarbi replica a Tumino e lo querela
Sgarbi:
«Ho gia' dato mandato ai miei legali di presentare una querela per diffamazione nei confronti dell'on. Carmelo Tumino».
Farina: «Il grido d'allarme lanciato dall'on. Tumino sul preoccupante uso di pseudo vernici o impregnanti adoperati, a suo dire, per la pulizia dei mosaici della Villa Romana del Casale, puo' essere considerato solo un grido dal momento che non esiste nessun allarme e nessun pericolo per i mosaici stessi. Fa piacere registrare l'improvviso interesse per la Villa che il deputato regionale della Margherita dimostra oggi, anche se appare singolare che la sua attenzione si sia risvegliata solo ora, all'indomani della sua sconfitta elettorale e della nomina a commissario straordinario di Vittorio Sgarbi e sia rimasta invece assopita per decenni, consentendo che i mosaici patissero un vergognoso stato di abbandono e di incuria. Oggi che si fa sul serio e che si predispongono finalmente tutte quelle azioni necessarie per il recupero del sito, cominciano gli attacchi, le velenose preoccupazioni e gli equivoci interessamenti».
Sgarbi: «Adesso basta con queste ridicole tuminate! Mi hanno proprio stufato. Capisco che tutte queste attenzioni e la velocita' e l'efficacia dei lavori alla Villa coordinati dal mio staff innervosiscano coloro che del nulla e delle ciarle hanno fatto la loro unica ragione di vita. Ma adesso devono capire che loro hanno perso le elezioni amministrative, noi le abbiamo vinte e che la rivoluzione e' ormai iniziata a Piazza Armerina e niente e nessuno potrà più fermarla. Il grido di Tumino non e' un allarme ma e' il dolore di una ferita purulenta che non riesce a rimarginarsi ma il dolore della sconfitta non puo' comunque legittimare una continua campagna diffamatoria nei confronti della mia persona e dello staff che mi collabora: e per questo motivo che ho gia' dato mandato ai miei legali di presentare una querela per diffamazione nei confronti di Carmelo Tumino».
«Lo stesso on. Tumino non puo' permettersi il lusso di screditare la professionalita' mia e di coloro che stanno effettuando i lavori di pulitura delle tessere dei mosaici».

27 agosto - Piazza Armerina, i restauratori se ne vanno
Farina:
«Il grido d'allarme lanciato dall'on. Carmelo Tumino sortisce i primi disastrosi effetti: amareggiati ed offesi dalla sconsiderata sortita del deputato piazzese, i tre restauratori, impegnati nel faticoso lavoro di ripulitura dei mosaici della Villa Romana di Piazza Armerina, hanno deciso di abbandonare il lavoro fin qui eseguito e di ripartire immediatamente per Perugia».
«I professionisti del restauro hanno motivato la loro clamorosa decisione affermando che lo spirito di profondo amore per l'arte, che li aveva spinti ad accettare il delicato incarico su invito personale di Vittorio Sgarbi, senza preoccuparsi nemmeno di quanto e quando sarebbero stati pagati per il lavoro svolto, è stato travolto dalla petulante insolenza e dalla cattiveria gratuita di Tumino, mirate a screditare la loro professionalità e a gettare sconvolgenti ombre e sospetti sul loro operato».
Trizzino: «Le offese gratuite che mi sono state indirizzate sul sito internet di Piazza Grande ed il diffamatorio linciaggio morale sulla stampa di ieri, mi convincono che non c'è spazio per quel serio e sereno dibattito che reputo indispensabile per svolgere un compito tanto delicato e responsabile com'è quello di assicurare al futuro la Villa Romana del Casale di Piazza Armerina. Ritengo pertanto di spendere altrove il mio impegno civile e professionale».
Farina: «Parole pesanti come macigni che inchiodano alla propria responsabilità chi ha remato contro Piazza Armerina e contro la Villa Romana del Casale, combattendo una battaglia sleale improntata sulla calunnia, sullo screditamento, sulla disinformazione e sulla contrapposizione. I responsabili di questa campagna denigratoria dovranno assumersi la responsabilità di quanto fatto».
Sgarbi: «l'offesa subita sia gravissima». «la ridicola sortita» di Tumino abbia «costretto i restauratori impegnati nelle pulizie del sito a lasciare Piazza Armerina, bloccando la continuazione dei lavori ed arrecando all'intera struttura danni incalcolabili».

29 agosto - «Siamo aperti alle critiche, se costruttive»
Tudisco:
«Il clima disdicevole e vergognoso, creato dalla serie d'attacchi pretestuosi e gratuiti per opera dell'opposizione, obbliga una precisazione; nessuno vuole censurare gli interventi della Sinistra e in modo particolare del deputato regionale Carmelo Tumino, su argomenti d'interesse collettivo, ma l'amministrazione comunale avrebbe gradito un'opposizione più costruttiva, legata all'obiettivo comune del bene della collettività, evitando l'uso di polemiche che creano allarmismi in un momento particolarmente delicato.»

7 settembre - «Polemizzare non paga, da ora non rispondiamo più agli attacchi»
Amministrazione comunale:
«stucchevole rito, quasi settimanale, da parte di persone (il riferimento è rivolto principalmente a un sito internet, che criticano il nostro operato in merito al recupero della Villa romana».
«alimentare la polemica per il solo sfizio di vedere gli altri reagire, non paga più. Ormai è acqua passata; anzi promettiamo da oggi in avanti di non rispondere ai pettegolezzi, alle dichiarazioni e ad altri attacchi che potrebbero danneggiare il prosieguo dell'operazione dei lavori alla Villa Romana del Casale. Coinvolgere persone che non hanno niente da dimostrare, avendo nel passato proprio un curriculum di eccellenza è offensivo».
«Ormai la situazione è molto chiara a tutti polemizzare ad ogni parola o respiro che fanno gli altri, non serve a nulla. Ha detto bene l'arch. Trizzino quando ha affermato: "bisogna salvare la Villa Romana e tutta l'area archeologica del Casale, prima che sia troppo tardi"».
«Rimarcare, come avviene nel sito web, che il "tale" è stato, in questa estate, uno dei più assidui frequentatori dei tavolini di piazza Garibaldi a gustarsi un'ottima granita non è un reato; risulta quanto meno sgradevole, invece, per la città, fare pubblicità, notizia inserite nello stesso sito, sulle granite più buone fatte a Catania e Siracusa. Si vede che questa persona è un buongustaio, anche se preferisce le granite fatte altrove».
Quello che viene contestato dall'amministrazione Prestifilippo «e' il modo come è intervenuto su questa problematica. Nessuno rema contro l'on. Tumino, e quanto meno con altri personaggi che ronzano attorno alla zona archeologica, ma è fuor di dubbio, come detto in precedenti interventi che il "treno" passa una volta sola nella vita, se perdiamo questo treno, perderemo Piazza Armerina».

21 settembre - Vertice tra tecnici per esaminare il «cupolone»
Trizzino:
«...quello che dice e quello che afferma l'on. regionale non ci interessa più di tanto. Siamo venuti qui per lavorare e non polemizzare. Le polemiche di questo o di quello li lasciamo, da tempo, dietro la porta».

Note:
Negli ultimi tempi la città di Piazza Armerina e la stessa Provincia Regionale di Enna hanno dimostrato di saper mobilitare le proprie migliori energie e risorse umane per una degna soluzione dell'annoso problema della Villa Romana; ne sono evidenza il comitato cittadino che ha contribuito non poco alla decisione dell'Assessorato Regionale di concedere un finanziamento di 18 milioni di euro per interventi sulla conservazione e valorizzazione del sito (intervento inspiegabilmente negato - o
dimenticato - dal 2001 fino al dicembre del 2003), nonché la decisione di un'intera Provincia di destinare oltre il 50% delle risorse PIT ad un intervento di infrastrutturazione del sito.
Tali risultati, faticosamente raggiunti dopo anni, non solo legittimano ma quasi moralmente impongono a tutti il dovere di vigilare e partecipare alle vicende di tutto quanto oggi sta accadendo intorno al bene.
Un diritto-dovere ancora più forte va riconosciuto a coloro che per il ruolo (istituzionale o naturale) avuto in questa vicenda hanno contribuito più di altri ai risultati raggiunti; a costoro la collettività locale deve riconoscimento per il contributo dato e da questi si aspetta un rinnovato ed accresciuto impegno affinché nulla venga vanificato.
Il tentativo, ormai manifesto, di screditare e delegittimare ogni "voce dissenziente" ed ogni "mente pensante" (si spera di aver dimostrato la fondatezza e la legittimità di tutte le questioni sollevate) alimenta contrapposizioni faziose (contro la coralità dell'azione che fino ad ora è stata espressa) e provoca violente e strumentali delegittimazioni personali; con il risultato di mettere a serio rischio il successo degli sforzi fino ad ora fatti e delle iniziative in corso che ne sono frutto, di impedire un sereno ragionare sulle cose e, soprattutto, di impoverire il già scarso patrimonio di "coesione sociale" di questo territorio.

4.3) La disponibilità al confronto.

5 settembre - E' tornato Trizzino «Salviamo la Villa»
Trizzino:
«Bisogna tornare a lavorare per il bene della Villa romana e, per farlo in maniera egregia, ci vogliono l'aiuto e il coinvolgimento di tutti (tecnici, associazioni, etc., ndr) ottimizzandone il lavoro.»
«Per il ritorno dei restauratori ci sono delle difficoltà, visto che gli stessi (con curricula invidiabili) si sono sentiti offesi, ritenendo ingiustificate le polemiche nei loro confronti sulle capacità e sulla loro professionalità. Faremo di tutto per riportarli a Piazza Armerina e continuare nel loro certosino lavoro di restauro e pulitura delle tessere della Villa Imperiale».
«Al di là degli interessi particolari della Villa Romana (professionali e politici) andiamo avanti nel nostro lavoro, senza aspettarci regali di sorta, ma desiderosi di vedere finalmente una cittadinanza unita nel portare avanti il progetto dell'on. Sgarbi che è quello di riportare la Villa romana ai fasti di un tempo, ormai quasi dimendicato. Il treno passa una volta sola, chi non sale su quel treno è perduto. Vogliono i piazzesi salire o rimanere esclusi da tutto? La vera risposta sono i fatti e non le solite parole e dichiarazioni di circostanza».

7 settembre - Anche la Villa romana avrà il «cupolone»
Trizzino:
«Se invece di fare polemiche si fosse parlato. Sono sempre stato disponibile con chiunque abbia voluto acquisire la documentazione amministrativa. C'è dell'incoscienza in tutto questo atteggiamento, che non porta del bene a nessuno. Maltrattare delle persone che lavorano seriamente ed onestamente, sottoponendole a pressione, dubbi e a domande che non vogliono risposta, è certamente la tecnica di chi non vuole sapere. Il 15 settembre, il progetto del centro regionale del restauro dovrà incominciare a percorrere la strada dell'iter burocratico, che prevede entro il 31 dicembre l'assegnazione del lavoro ad un'impresa per evitare che si perdano i fondi, non è ancora certo se io figurerò come consulente del progetto, perché, prima di ogni cosa io sono un cittadino che lavora per impegno civile e poi anche per vivere, cosa che, a quanto pare, qualcuno non capisce. Mi piacerebbe avere un dibattito sereno e non le offese continue, non capisco che rapporto ci sia tra la conservazione della villa, quello che si sta facendo e le offese personali».

7 settembre - «Polemizzare non paga, da ora non rispondiamo più agli attacchi»
Amministrazione comunale:
«stucchevole rito, quasi settimanale, da parte di persone (il riferimento è rivolto principalmente a un sito internet, che criticano il nostro operato in merito al recupero della Villa romana».
«alimentare la polemica per il solo sfizio di vedere gli altri reagire, non paga più. Ormai è acqua passata; anzi promettiamo da oggi in avanti di non rispondere ai pettegolezzi, alle dichiarazioni e ad altri attacchi che potrebbero danneggiare il prosieguo dell'operazione dei lavori alla Villa Romana del Casale. Coinvolgere persone che non hanno niente da dimostrare, avendo nel passato proprio un curriculum di eccellenza è offensivo».
«Ormai la situazione è molto chiara a tutti polemizzare ad ogni parola o respiro che fanno gli altri, non serve a nulla. Ha detto bene l'arch. Trizzino quando ha affermato: "bisogna salvare la Villa Romana e tutta l'area archeologica del Casale, prima che sia troppo tardi"».
«Quello che viene contestato dall'amministrazione Prestifilippo «e' il modo come è intervenuto su questa problematica. Nessuno rema contro l'on. Tumino, e quanto meno con altri personaggi che ronzano attorno alla zona archeologica, ma è fuor di dubbio, come detto in precedenti interventi che il "treno" passa una volta sola nella vita, se perdiamo questo treno, perderemo Piazza Armerina».

Note:
Il momento è estremamente delicato.
Se si riconoscono:

  • la legittimità e la fondatezza di tutte le opinioni e posizioni espresse in dissenso con le ipotesi d'intervento formulate;
  • la buona fede sia di chi finora ha lavorato e sia di chi ne sta contestando forme, metodi, obiettivi e priorità;
  • la necessità di intervenire velocemente e bene per soluzioni ed azioni che consentano di far tesoro di questa opportunità irripetibile (un budget di circa 25 milioni di euro);
  • l'assoluta necessità di scongiurare ogni possibile passo falso che rischi di pregiudicare irrimediabilmente il buon esito degli interventi programmati
  • allora è fondamentale assicurare nell'immediato l'avvio di un sereno confronto che contribuisca a garantire (nell'ordine):

    1) il rigoroso rispetto delle regole e procedure (un qualsiasi errore rende impraticabile anche la migliore delle ipotesi d'azione)
    2) la individuazione di condivisi criteri da adottare per il confronto delle alternative
    3) il confronto tra le diverse alternative alla luce dei criteri scelti

    Alla fine la differenza la farà "la individuazione di condivisi criteri da adottare per il confronto delle alternative" (posto che la prima è precondizione ad ogni azione e l'ultima dovrebbe essere quasi neutra rispetto alla seconda).
    Nel merito del secondo punto un'ipotesi di lavoro potrebbe essere quella di (in ordine d'importanza):

  • individuare tutte le alternative di intervento compatibili con i vincoli di tempo (tutto va completato entro il termine imposto per l'utilizzo delle risorse del POR) e risorse disponibili;
  • valutarne l'attitudine a risolvere gli attuali e futuri problemi di conservazione e valorizzazione integrale del bene (sia attraverso i possibili interventi sulla copertura che attraverso i possibili interventi sui mosaici) ed attribuire un peso ai differenti aspetti
  • privilegiare gli interventi con un miglio rapporto tra benefici (opportunamente pesati) e costi economici
  • valutarne l'attitudine a risolvere gli attuali e futuri problemi di fruizione
  • valutarne le ulteriori valenza delle ipotesi progettuali (es. valenza architettonica)
  • Infine, qualora si giudicasse utile ed opportuno affidare ad organismi straordinari alcune funzioni, lo stesso dovrebbe avvenire nel rispetto degli iter e procedure previste, individuando adeguate coperture finanziarie (che non possono derivare dal POR) e indicando come si regoleranno i rapporti e le relazioni con altri soggetti in caso di conflitto o concorso di competenze.

    Mauro Costa

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