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15.10.2004 |
| Dibattito
sulla Villa del Casale: l'intervento di "Trizio" |
Granata ha la responsabilità!
Va bene. Si può anche essere d'accordo su questa tesi se
l'approccio alla questione Villa Romana lo effettuiamo dall'anno
Sgarbi.
Ma, caro Filippo, se l'analisi la iniziamo da tempi più
remoti - come è giusto che sia, ora più che mai,
anche perché è utile fare il punto della situazione
per verificare e capitalizzare eventuali progressi affinché
non accada che il 2005 sia l'anno di qualcun altro piuttosto
che quello della risoluzione definitiva dei problemi della Villa
- la responsabilità potrebbe essere individuata altrove:
se le cose avessero funzionato non saremmo a questo punto.
Infatti cominciando l'analisi dal giugno 2003, anno Conforti,
io, che non ho alcun interesse a difenderlo, attribuirei a Granata
semmai un merito: quello di avere manifestato attenzione verso
la Villa e, primo fra tutti, di aver riconosciuto e denunciato
che la Villa è il "buco nero" della Regione Siciliana
(Giornale di Sicilia del 29.06.2003), additando anche alcune responsabilità.
Attenzione manifestata più tardi, a fine agosto (dopo una
denuncia [La Sicilia del 22.07.03], una serie di schermaglie che
hanno, però, solo indotto confusione [La Sicilia del 23.07
e succ.], dei tentativi di trovare soluzioni [Giornale di Sicilia
del 25.07 e La Sicilia del 25.07] e ultima goccia, la rapina del
15.08 2003) mediante l'attivazione di una "unità di
crisi", artificio strano e tanto discutibile quanto l'Alto
Commissariato di quest'anno.
Perché una unità di crisi? Non esistono strumenti
istituzionali efficienti e più appropriati? Perché
Granata ha cercato di risolvere il problema "alla siciliana"?
E poi: gli elementi che hanno determinato la "crisi"
sono stati rimossi?
Se si vogliono individuare seriamente "le responsabilità"
occorre quindi iniziare l'analisi almeno dall'anno Conforti.
Purtroppo però nessuno allora si attivò in maniera
così massiccia, critica e soprattutto efficace, per capire
quella crisi che passò inosservata.
Mi viene quindi da chiedere: e se non ci fosse uno di nome Sgarbi
a capo dell'Alto Commissariato? (Che non è altro, come
Tu lasci ben intuire nel tuo commento, un prodotto improvvisato
e casuale di un'azione quasi goliardica di un Assessore Regionale
- bada bene alla fine sfrattato - disarmato ed impotente di fronte
al quarto potere costituito dallo statico quanto inutile,
ma solo perché non utilizzato e nella migliore delle ipotesi
mal utilizzato, sistema burocratico siciliano).
E mi viene da pensare: chissà se un gestore privato, ben
contrattualizzato, non conserverebbe e utilizzerebbe meglio questa
magnifica opera d'arte dato che, prova provata, la politica e
la super pagata burocrazia siciliana non ne sono stati capaci.
Forse Granata è stato sempre consapevole di ciò?
A me piace ottimisticamente pensare questo, pur avendo fiducia
in Meli.
Un'ultima cosa. Attenti a non creare polveroni: utili solo a chi
già li crea ad arte per nascondervisi dentro; e poi ricordiamoci
che dopo il restauro è necessaria la conservazione della
Villa: Piazza Grande si mobiliti da subito anche per questo fin
d'ora.
Trizio