25.09.2004

Dibattito sulla Villa del Casale:
l'intervento di Franco Porto su
PresS/Tletter*

Il conferimento di coordinare tutte le iniziative per il rilancio del sito archeologico della "Villa romana del Casale di Piazza Armerina a Vittorio Sgarbi, da parte della Giunta regionale siciliana dello scorso 9 luglio, ha il merito di avere accesso in brevissimo tempo un vivace dibattito sulla tematica della riqualificazione delle aree archeologiche in Italia, da sempre prima nello scenario mondiale.
L'opportunità dei fondi del QCS (Quadro Comunitario di Sostegno 2000-2006) e l'inserimento della riqualificazione in uno studio di fattibilità promosso nel 2001 dal Di.CO.TER. del Ministero delle Infrastrutture, ha reso appetibile la problematica e ha aumentato la soglia conflittuale tra le possibili soluzioni progettuali.
Si ha notizia di due progetti: il primo dell'arch. Guido Meli che prevede il restauro dei mosaici pavimentali e dell'attuale struttura di copertura, realizzata da Francesco Minissi in ferro e pannelli in plastica negli anni settanta; dopo l'incarico a Sgarbi e il coinvolgimento di due consulenti, Mario Bellini e Lucio Trizzino, di un secondo progetto che prevede lo smontaggio dell'attuale struttura in ferro e la realizzazione di una nuova struttura a cupola, in acciaio e vetro, di dimensioni maggiori di quella preesistente e che non ripete i criteri progettuali di ricostruzione dei volumi originali della Villa, con l'ambizione di consentire al visitatore di usufruire del bene archeologico in tutta la sua interezza mediante percorsi perimetrali.
In entrambe le ipotesi non sono conosciuti i progetti nel dettaglio ma si tratta di due approcci progettuali completamente diversi, conservatore il primo e di rottura il secondo. Si rimane sorpresi che questa volta Vittorio Sgarbi non stia con i conservatori e abbia deciso di avvalersi di professionisti di grande prestigio.
Nonostante i tempi decisionali sono terribilmente brevi e vista l'impossibilità di avvalersi di altre ipotesi progettuali che un concorso internazionale avrebbe consentito, propongo l'Istituto Nazionale di Architettura, presente in Sicilia con una sezione regionale dal 1998 con sede a Catania, quale soggetto istituzionale per presentare le definitive proposte progettuali in un apposito convegno e con tutte le parti coinvolte, la circostanza potrà rivelarsi utile per una più ampia riflessione sulle ricerche applicate in una non lontana stagione di interventi sulle aree archeologiche in Sicilia.

Franco Porto
Presidente In/Arch Sicilia


*PresS/Tletter è una delle più importanti e diffuse newsletter nel campo dell'architettura in Europa (va a oltre 5000 addetti ai lavori).

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