Comitato cittadino
per la salvaguardia e valorizzazione
della Villa Romana del Casale

Le Associazioni chiedono il parco archeologico

  Piazza Armerina, 04.12.1998

BASTA CON LO SCEMPIO
DELLA VILLA ROMANA DEL CASALE

Piazza Armerina 4 dicembre 1998
Il recente attacco vandalico alla Villa romana del Casale è soltanto l'ultimo in ordine di tempo di una serie ormai decennale di eventi, dalle rapine alla biglietteria, ai danni alluvionali, agli atti vandalici, che attentano continuamente alla conservazione e alla fruizione del monumento. A distanza di tre dal primo atto vandalico, gli investigatori non sono riusciti a stabilire se si tratti di gesti individuali di un folle irresponsabile o di atti intimidatori dell'antistato mafioso, ma un fatto risulta incontrovertibile: la facilità con cui un qualunque criminale può entrare nel monumento e danneggiarlo; ciò dimostra, in ogni caso, che il monumento non è sufficientemente protetto, compito che spetta alle strutture della Regione Siciliana che, a norma dell' art. 14 dello Statuto recepito nella Costituzione della Repubblica Italiana, ha la responsabilità esclusiva della tutela e della valorizzazione dei beni culturali in Sicilia. Il 4 dicembre dell'anno scorso l'UNESCO ha iscritto nella lista del Patrimonio Mondiale dell'Umanità per il 1997, insieme con la Valle dei Templi di Agrigento, il monumento armerino per il suo eccezionale valore universale; a distanza di un anno non si è sentito nemmeno il dovere di celebrare l'avvenimento, come è stato già fatto ad Agrigento, e non sembra se ne siano nemmeno accorte le autorità comunali e provinciali, finchè la notizia di un nuovo attentato alla Villa ha fatto il giro del mondo a dimostrare ancora una volta la nostra incapacità di custodire degnamente ciò che il mondo ci invidia. Da anni la ricerca nell'area della Villa è ferma, la pianta organica del personale tecnico e di custodia della villa è dimezzata e, pur essendo stati presentati progetti per evitare le infiltrazioni di acqua che danneggiano i mosaici, nell'elenco dei progetti presentati dall'Assessorato Regionale ed approvati quest'anno dal Ministero, compare l'area archeologica di Morgantina, ma è assente la Villa romana del Casale, cosi come non si dà inizio ai lavori dell'impianto di controllo finanziato dal Ministero dei Beni Culturali con 850 milioni. Non è pensabile che il ricco patrimonio archeologico di una provincia come quella di Enna possa essere gestito da una sezione priva di dirigente tecnico, né si può ritenere, qualora esistesse tale dirigente, egli potrebbe gestire bene un centro di attrazione mondiale come la Villa del Casale senza dover trascurare le altre numerose zone archeologiche della provincia. L'Assemblea Regionale Siciliana già con l'art 2 della L. R. n° 17/1991 aveva stabilito che la Villa Imperiale di Piazza Armerina dovesse assumere carattere di museo regionale, ciò che non ha a che fare con il museo Archeologico cui da vent'anni è destinato palazzo Trigona, e due anni dopo con l'art. 107 della L. R. n° 25/1993 deliberava, insieme all'istituzione del Parco Minerario Grottacalda-Floristella, 1'istituzione di un "sistema di parchi archeologici della Regione Siciliana per la tutela, la valorizzazione e l'uso sociale delle arre archeologiche di interesse primario".
Non c'è dubbio, specialmente dopo il riconoscimento dell'UNESCO, che quella del Casale sia un'area archeologica di interesse primario, ma, tre anni dopo veniva istituito il Parco Minerario Floristella-Grottacalda e per il parco archeologico di Agrigento è pronto il disegno di legge istitutiva, per la Villa romana del Casale, non si fa niente. Le associazioni ambientaliste e culturali di Piazza Armerina hanno particolarmente apprezzato il fatto che il Presidente della Regione e gli Assessori alla Presidenza e ai Beni Culturali, appena insediati, abbiano sentito il dovere di venire prendere coscienza del problema ed auspicano che questo significhi per il governo della Regione un impegno a istituire subito il Parco Archeologico della Villa Romana del Casale, in ottemperanza alle sue stesse leggi e all'obbligo che ha nei confronti del mondo intero. A tale fine invitano le competenti Autorità Regionali, l'Amministrazione Comunale di Piazza Armerina, quella Provinciale di Enna e tutti i cittadini che hanno a cuore la sorte e l'onore civico della Sicilia, a promuovere ogni azione legale, perchè cessi lo scempio del nostro patrimonio culturale e si passi finalmente ad una corretta valorizzazione di esso.

Italia Nostra (Ignazio Nigrelli)
Archeoclub (Pierfrancesco Battiato)
Gruppi Archeologici d'Italia (Vincenzo La Vaccara)
Legambiente
(Riccardo Calamaio)
Università Popolare del Tempo Libero (Filippo Acquachiara)
WWF Sicilia (Maria Cimino)

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