Comitato cittadino
per la salvaguardia e valorizzazione
della Villa Romana del Casale

La lettera di Italia Nostra a Cuffaro

Al Presidente della Regione Siciliana
On. Dott. Salvatore Cuffaro

e p.c.
all'Ass.re Regionale dei BB.CC.AA.
On. Avv. Fabio Granata

Al Soprintendente BB.CC.AA.
di Enna

Al Direttore del Museo della
Villa Romana del Casale di
Piazza Armerina

Al Presidente delle Provincia Regionale
di Enna

Al Sindaco
di Piazza Armerina

Agli organi di stampa

 

Oggetto: Villa romana del Casale: richiesta indizione urgente riunione operativa

 

On. Presidente,

nel corso degli ultimi due anni la Villa Romana del casale, "Patrimonio dell'Umanità", è stata numerose volte agli onori della cronaca e sempre per motivi che poco hanno a che fare con il suo valore storico-artistico e con il suo valore economico (è il terzo monumento più visitato in Sicilia).

Lo stato di conservazione e di manutenzione dei mosaici non è mai stato così cattivo; le condizioni in cui si trovano gli intorni del monumento sono pessime (negli ultimi giorni la stampa ha anche parlato delle presenza di zecche); l'accessibilità e l'accoglienza dei turisti non è nemmeno lontanamente degna di un Paese civile e di un monumento di tale rilevanza; il caos in cui versano le attività commerciali su spazio pubblico è sotto gli occhi di tutti; l'attività di acquisizione delle aree adiacenti alla villa e quella di scavo non sono poste in essere; la promozione e valorizzazione del sito è inesistente; nessuna attenzione è stata posta agli aspetti idrogeologici dei suoli su cui è costruita la Villa; lo stesso Assessore regionale ha ripetutamente denunziato lo stato di abbandono del monumento, quasi come se non fosse il massimo responsabile della sua tutela.

L'Associazione Italia Nostra che si occupa istituzionalmente della tutela del patrimonio della Nazione e che nel corso degli ultimi 25 anni ha svolto numerosissime attività a supporto e in collaborazione con gli enti di tutela anche relativamente alla Villa romana, non può che denunciare come gravissima la situazione in cui versa il monumento.

Dalle notizie che sono state pubblicate dalla stampa negli ultimi mesi emerge, tra l'altro, una confusione di ruoli, un continuo rimpallo delle responsabilità tra i diversi Enti a diverso titolo coinvolti, a cui la presente è inviata per conoscenza.

Contemporaneamente non vengono finanziati i necessari restauri, non si interviene su una copertura che molti tecnici considerano responsabile dell'ammaloramento dei mosaici, non decollano le azioni previste nell'ambito del PIT, non vengono nemmeno realizzati i servizi igienici per i turisti.

Sulla base di questa situazione confusa questa Sezione aveva pensato nei giorni scorsi di chiederle formalmente, nell'interesse di questo straordinario monumento, di promuovere una riunione operativa per chiarire una volta per tutte, compiti, responsabilità, programmi, progetti, tempi, al fine di sapere "chi fa che cosa e quando".

Poi, la settimana scorsa, l'Assessore Regionale dei Beni Culturali ha istituito una "unità di crisi" affidandone la responsabilità al Gen. Conforti.

Riteniamo che si tratti di un gesto significativo e importante che si muove proprio nella direzione auspicata da Italia Nostra, tuttavia siamo costretti a rilevare un aspetto che ci appare incoerente rispetto alla impostazione.

Della "unità di crisi" non fa parte alcun rappresentante della Soprintendenza BB.CC.AA. di Enna che rimane, in base alla vigente normativa, l'ente cui è affidato il compito della tutela del patrimonio culturale e, nella fattispecie, archeologico.

Per ammissione dello stesso assessore Granata si tratta di una scelta chiara e voluta dettata dal fatto che «il Sovrintendente non ha certo brillato nei rapporti con la Villa del Casale. Sarebbe stato inutile riproporre nell'unità di crisi gli stessi motivi che finora hanno impedito la soluzione dei problemi.» (La Sicilia 21.8.03)

Ora, Le è assolutamente chiaro che se l'unità di crisi deve avere compiti solo di ordine pubblico e di sicurezza della Villa, l'esclusione non del Soprintendente pro-tempore, ma della istituzione di salvaguardia, è solamente inopportuna. Ma se i compiti dell'unità di crisi sono, come dice l'Assessore quelli «di decidere una serie di interventi ordinari e straordinari», allora l'esclusione della Soprintendenza è incomprensibile.

In base all'attuale normativa, infatti, la tutela e il rilascio del N.O. di legge per qualunque intervento sul monumento sia dal punto di vista archeologico che paesaggistico sono di competenza esclusiva della Soprintendenza. Non averla inclusa, dunque, nell'unità di crisi va a detrimento di quella efficacia e operatività che si dice di volere perseguire.
Le è infatti evidente che ogni decisione su «interventi ordinari e straordinari» dovrà passare al vaglio dell'organo di tutela. Da questo punto di vista, dunque, il coinvolgimento della Soprintendenza di Enna nell'unità di crisi non è solo doveroso, ma è utile, se non indispensabile, al raggiungimento di quei risultati che si dice di volere perseguire.

Probabilmente si tratta di una scelta non sufficientemente meditata, data la velocità con la quale è stata presa la decisione, perché, se così non fosse, allora si potrebbe pensare che la vicenda della Villa romana, sia solo un pretesto per perseguire, attraverso l'accentuazione voluta delle conflittualità intraistituzionali, un disegno che potrebbe mirare a una sottrazione dei compiti di tutela alle stesse Soprintendenza in nome di una presunta operatività delle scelte e della utilizzazione dei beni culturali come fonte di reddito.

Se così dovesse essere Italia Nostra da parte sua, coerentemente con i suoi scopi statutari, ritenendo che la utilizzazione a fini economici dei beni culturali non debba implicare una riduzione della tutela, ma anzi una sua accentuazione, e ritenendo, in linea di principio, che l'affidamento della tutela alle Soprintendenza è uno dei punti di forza dell'attuale legislazione e non va dunque messo in discussione, avvierà, fin dalle prossime settimane, le azioni che riterrà necessarie da un lato per stimolare l'attivazione, da parte di chi ne è responsabile, di ogni azione necessaria per arrestare il degrado, avviare il restauro e migliorare la fruizione della VIlla, dall'altro per impedire ogni azione di smantellamento o riduzione della tutela dei beni culturali.

Il Presidente
Prof. Giuseppe Alberto Anzaldi

 
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