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In
ricordo di Giovanni Paolo II
Giovanni
Paolo II. Un papa importantissimo. Non solo per la Chiesa. Non
solo per i cattolici. Scrivici un breve ricordo personale.
Un tuo piccolo omaggio per ricordalo.
Ilenia
Adamo
Ugo Adamo
Riccardo
Calamaio
Leandro Janni,
Presidente di Italia Nostra - Sicilia
Marianna
La Malfa
Carmelo
Nigrelli
Filippo Rausa,
Priore del Magistrato dei Quartieri
Laura Saffila Rausa
Agostino Sella
Eugenia
Allegra
Addio a questo papa,
ha sfidato quelli che di noi sono laici e non credenti sulle
questioni della fede e del significato dell'esistenza.
Oltre a piangerlo come uomo di pace lo piango come il Papa che
ad Agrigento ha gridato ai mafiosi "Pentitevi, verrà
un giorno il giudizio di Dio", mettendo in crisi molte religiosissime
famiglie mafiose ed anche molti religiosissimi silenzi.
Che rimanga per sempre nelle nostre coscienze e nel nostro cuore.
Ilenia
Adamo
La grandezza di questo
Papa è per me legata alla straordinaria capacità
di proporre un vangelo della dignità umana nella fatica
e nella sofferenza, esemplari ed illuminati.
L' ho anche visto battere la mano su leggio in segno di rabbia
per non essere riuscito a parlare con il suo popolo e, soprattutto,
con i suoi giovani, ai quali ha rivolto la preghiera di stargli
vicino nei momenti del passaggio. Segni, per me, di una grande
umanità che, in qualche modo, mi hanno richiamato la stessa
esperienza di Cristo.
Sul Suo operato si discuterà certamente molto, perché
lungo è stato il Suo pontificato ed a tutto campo l' azione.
Mi sento inadeguato ad esprimere giudizi che appartengono alla
storia. Posso solo dire che ho profondamente condiviso il Suo
fermo atteggiamento contro la guerra, ogni guerra; la Sua attenzione
verso l' uomo, posto al centro della Sua opera; della Sua condanna
verso la società dell' egoismo. Mi ha lasciato di contro
profondamente amareggiato il Suo atteggiamento verso quella parte
di Chiesa, identificata come la teologia della liberazione, che
si poneva in modo forte a fianco dei poveri.
Mi sono spesso chiesto cosa volesse dire "essere papa polacco".
Forse una forma di cristianesimo, di cattolicesimo vissuto in
maniera non solo integrale, ma forse più correttamente
radicale. E questo potrebbe spiegare, ai miei occhi, il perché
di certe scelte e di certe contraddizioni tra l' essere da un
lato aperto (le visite alla sinagoga, la richiesta di perdono,
gli ottimi rapporti con gli imam musulmani etc) e dall' altro
vedere che nei fatti nulla risulta cambiato.
Ma, chissà, forse non è così ed il seme
della speranza gettato farà fiorire nuovi rapporti e nuove
fraternità tra le religioni e tra tutti gli uomini, a
prescindere da qualsiasi religione.
Ugo Adamo
Il Papa Poeta
Un uomo
di straordinaria grandezza che ha fatto grandi gli uomini che
hanno avuto la fede di seguirlo durante il suo pontificato.
Un uomo che ha saputo essere poeta, che ha messo al centro dell'attenzione
il rispetto per la dignità degli uomini, perché
nell'uomo ha cercato la verità.
Un uomo fra i popoli, che ha fatto sentire fortemente la sua
fede cristiana, che ho sentito particolarmente vicino al mio
"essere uomo e cristiano solo negli ultimi anni, mi mancherà.
Ciao Papa
Riccardo
Calamaio
L'amore e l'impegno
di Giovanni Paolo II per la natura
Alcuni anni fa, mons. Mario Canciani raccontò che per
un gatto Karol Wojtyla stava per perdere l'aereo che lo avrebbe
condotto al Conclave del 1978 da cui uscì Papa. Lo raccontò,
citando un biografo del Papa, padre Bruckenberger, secondo il
quale l'allora cardinale di Cracovia rischiò di perdere
quel volo per ritrovare il gatto sfuggito a una sua anziana parrocchiana.
Un episodio in qualche modo emblematico di quell'amore per le
creature dell'Universo come "dono per tutti", e di
ciò che sarebbe stato l'impegno ecologista di Papa Wojtyla.
Le sue passeggiate in montagna, tra i boschi, le silenziose contemplazioni
del paesaggio, le preghiere davanti alla magnificenza delle Dolomiti.
Un amore e un rispetto per la natura che Giovanni Paolo II ha
subito manifestato, e che ha alimentato nel corso del suo Pontificato.
Un amore concreto, reale, vissuto sul campo e difeso anche attraverso
appelli, moniti, condanne contro il pericolo "dell'olocausto
naturale". Alla base, una lezione fondamentale: il ritorno
a uno stile di vita sobrio, contro le avidità e le aggressioni
del consumismo, nel rispetto per ciò che Dio ha donato,
e per le generazioni future.
Gli albori di questa eco-conversione, già nel 1979, con
la nomina di San Francesco a "celeste patrono dei cultori
di ecologia". "Come non vedere in tale esempio dirà
poi il Papa all'Angelus del 28 marzo 1982, in occasione della
giornata mondiale dell'ecologia un insegnamento particolarmente
urgente per questo nostro tempo nel quale l'uomo, con preoccupante
leggerezza, sta lentamente distruggendo l'ambiente vitale che
la sapienza del Creatore ha costruito per lui?". Quindi
un monito: "La testimonianza di Francesco induca gli uomini
di oggi a non comportarsi da predatori dissennati nei confronti
della natura ma ad assumersi la responsabilità di essa,
avendo cura che il tutto rimanga sano e integro, tale cioè
da offrire un ambiente accogliente e confortevole anche agli
uomini che verranno".
"Sebbene la Chiesa non abbia ancora un trattato di ecologia
cristiana diceva il Papa nel settembre del 1985 all'allora presidente
della sezione difesa ambiente del Consiglio d'Europa, Lanner
non deve temere di far sentire la sua voce per contribuire alla
difesa dell'ambiente e della vita umana. La lotta contro il massacro
o l'inquinamento dell'Universo è una questione di saggezza,
solidarietà e cooperazione". In quell'occasione il
Papa rappresentò il "disgusto e il timore" raccolti
tra la gente di fronte a un Universo "saccheggiato per scopi
economici, materialistici, spesso edonistici ed egoistici".
Certo non una condanna del progresso, ma "un freno alla
sete incontrollata del profitto, per una migliore ripartizione
delle ricchezze mondiali deplorevolmente sprecate".
Questione morale quella ecologica secondo il Papa che, nel 1999,
lanciò un mirato grido d'allarme: "Gli interessi
e gli egoismi dei poteri forti rischiano di compromettere l'ecologia
mondiale". Offendere la natura, incalzò qualche mese
dopo, "è peccato e disprezzo per l'uomo e per il
valore della vita". Così, per i piromani che il Papa
condannò nell'estate calda del 2003: "Chi provoca
incendi distrugge il patrimonio ambientale, bene prezioso per
l'intera umanità". L,anno precedente, due momenti
tra i più forti dell,eco-impegno del Papa. Il 25 agosto
del 2002, a Johannesburg, alla vigilia del summit mondiale sullo
sviluppo sostenibile, la Santa Sede lancia l'appello per la "conversione
ecologica" e il Papa invia una precisa richiesta di "impegno
efficace" ai governi di tutto il Mondo per uno "sviluppo
sostenibile e un invito a prendere sul serio la vocazione ecologica,
urgenza del nostro tempo".
Il 21 dicembre del 2002, il Papa ribadisce l'appello e interviene
su pacifismo e ambientalismo nel corso dei tradizionali auguri
natalizi a cardinali, Curia romana e Famiglia pontificia: "Tanti
conflitti insanguinano il Pianeta, altri minacciano di esplodere
con rinnovata virulenza. E non solo l'orizzonte è rigato
di sangue, ma anche l'incuria umana arreca devastazione all'ambiente.
E' necessario per tutti, per il futuro dell'umanità, e
specialmente guardando ai bambini affermava il Papa una nuova
coscienza ecologica quale espressione della responsabilità
verso se stessi, verso gli altri, verso il creato".
Caltanissetta, 4 aprile 2005
Leandro
Janni, Presidente di Italia Nostra - Sicilia
Sei stato il più
grande uomo del nostro tempo .Grazie per tutto quello che hai
fatto per l'umanità.
Marianna
La Malfa
Di Giovanni Paolo II,
non piacevano a me, laico, quelle indicazioni che pretendevano
di trasformare l'etica cattolica in scelte dello stato soprattutto
su quegli aspetti che coinvolgono le coscienze individuali. Non
mi piacevano quelle scelte che riducevano la pluralità
nel mondo cattolico, come quelle relative alla teologia della
liberazione in Sud America. Mi sembrava conservatore, spesso
reazionario.
Di Giovanni Paolo II mi piacevano le sue invettive contro la
nuova idolatria, quella del denaro e del successo a tutti i costi,
quel suo richiamare sempre la centralità dell'uomo, quel
gridare il bisogno di pace, di solidarietà, di fratellanza.
Ma di questo papa ricorderò soprattutto due cose tra loro
collegate. Innanzitutto l'essere sempre impegnato in prima persona,
anche in battaglie difficili, anche in battaglie che ritenevo
e ritengo sbagliate. Lì, a dimostrare con la sua azione
il significato etico dell'impegno personale, come tante persone
comuni, ma da papa. La seconda cosa è la straordinaria
forza del medium che ha utilizzato forse più degli altri
per comunicare: il corpo, il suo corpo di uomo.
Il papa, che poteva essere presente contemporaneamente e tutti
i giorni in tutti gli angoli del mondo attraverso i satelliti,
si recava di persona, baciava la terra, stringeva mani, accarezzava
teste. Il corpo come messaggio, la fisicità come irrinunciabile
mezzo per comunicare ai propri simili.
Il corpo, più volte violato: dal proiettile di Agca, dalle
malattie, dai bisturi. Il corpo sofferente di vecchio, tremante,
insicuro, infine non più in grado di sostenere la sua
volontà. E quel gesto stizzito, alla finestra di S. Pietro,
che ha rappresentato la decisione della fine: il mio medium non
mi consente più di comunicare.
In questa sua umanità, in questo suo richiamarsi continuamente
ai principi di umanità che travalicano le religioni, anche
la sua religione, Giovanni Paolo II ha rappresentato un riferimento
importante anche per chi non ha condiviso con lui e con tutti
i suoi fedeli, la fortuna delle fede.
Carmelo Nigrelli
Grazie Signore per
averci donato Giovanni Paolo II
E' un momento di grande commozione e dolore per tutti perché
Giovanni Paolo II, "il GRANDE" ha rappresentato un
modello una guida per tutti.
Venerabile Padre Santo rimarrai eternamente nei nostri cuori
non dimenticheremo mai il tuo insegnamento di apostolo, il tuo
esempio cristiano, il coraggio che hai dimostrato in ogni circostanza.
Perché oltre a portare la parola di Cristo in tutti gli
angoli del mondo hai cambiato il corso della storia.
Il tuo ricordo è struggente, ancora di più dopo
aver visto le tante immagini diffuse da tutte le reti che testimoniavano
la tua forza, la voglia di vivere, il tuo amore per l'intera
umanità pur tra mille sofferenze.
Ora ti preghiamo Santo Padre perchè dal Cielo Tu possa
dirimere ogni guerra, ogni violenza e indicare all'umanità
intera la retta via, affinché si possa arrivare a splendere
insieme a Te nella vita vera del Paradiso.
Filippo
Rausa, Priore del Magistrato dei Quartieri
Con le ali di una colomba
bianca sei volato in cielo, per Abbracciare l'Onnipotente,
hai dimostrato di essere forte fino all'ultimo momento abbracciando
quella pesante croce.
Il tuo sorriso dolce e incoraggiante, ci resterà nei nostri
cuori: noi confidiamo in te e preghiamo affinché da lassù
la tua voce possa arrivare nelle orecchie di coloro che vogliono
distruggere il mondo e ogni vita innocente.
Tu, che hai visto la sofferenza incontrando migliaia di persone
Hai dato loro il tuo conforto, fa che qualcosa possa cambiare
E che la pace sia diffusa nei cuori di coloro che hanno perso
la strada.
Ci mancherai, "Grande PAPA" e Grande uomo, ma con la
nostra preghiera ti saremmo vicini, spero che il mio papà
sarà lì con te.
Ciao PAPA GRANDE.
Laura Saffila Rausa
Nel 1978 avevo undici
anni e ricordo con simpatia, e come se fosse ora, quell'indimenticabile
"mi corriggerete" pronunciato il giorno della sua elezione.
Se non ci fosse stato lui, la storia, certamente avrebbe avuto
un corso diverso. Forse non sarebbe crollato il muro e probabilmente
si sarebbe arrivato ad un conflitto mondiale. A due anni dalla
caduta del muro di Berlino ho vissuto il pellegrinaggio a Czestochowa,
nella Giornata della Mondiale della Gioventù del 1991.
Ricordo ancora la sua omelia in cui parlava di mondialità
e quella folla immensa di circa 2 milioni di ragazzi provenienti
dai paesi dell'est che lo applaudivano come se fosse un divo
della musica rock. Credo che sia stata la figura più importante
dell'ultimo secolo. Un uomo che ha fatto la storia e che è
andato oltre la storia. Dopo la caduta del comunismo si è
concentrato nella critica al capitalismo selvaggio. Con la "centesimus
annus", ha lasciato le linee guida per la costruzione della
terza via che mette al centro la persona umana nella costruzione
di una economia solidale. Adesso non c'è più, ma
come dice il Vangelo di Giovanni "se il chicco di grano
caduto in terra non muore, rimane solo; se invece muore, produce
molto frutto". Per questo non occorre piangersi addosso
per la sua morte, ma al contrario, approfondire e riprendere
le sua encicliche in un momento importante della storia dell'uomo.
Agostino
Sella
Non sono brava scrivere
ma vorrei solo dire addio a questo povero uomo, dentro un grande
uomo. piango per questo papa molto vicino a noi giovani e lo
rigrazio di tutto perchè per noi è stato una guida,
la nostra luce. Noi non dimenticheremo, rimarrà sempre
nei nostri cuori.
Eugenia
Allegra
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