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da: Repubblica/Palermo 07.10.2004 |
| Piazza
Armerina, l'ira di Sgarbi di Paola Nicitra |
Il
restauro dei mosaici: lo storico dell'arte in polemica con l'assessore
Pagano
Villa del Casale, L'ira di Sgarbi "Decido io o si va in tribunale"
"C'è un decreto che mi attribuisce i poteri di coordinamento
Chiederò cinquanta miliardi di danni"
L'assessore ai Beni culturali
Pagano pensa a un concorso internazionale per la tutela di Villa
del Casale: Vittorio Sgarbi, commissario della villa romana, non
ci sta, e, forte del decreto di nomina firmato da Cuffaro e Granata,
minaccia la richiesta di un risarcimento danni di cinquanta miliardi
di vecchie lire. È scontro aperto ormai sui lavori per
la copertura e la protezione dei mosaici di Piazza Armerina. Sgarbi
ha scelto il progetto di Guido Canali e teme che la soluzione
del concorso internazionale richieda troppo tempo e faccia perdere
i finanziamenti.
CINQUANTA miliardi di vecchie lire. È il risarcimento per
"danno all'immagine" che Vittorio Sgarbi ha intenzione
di chiedere alla Regione se continueranno le beghe sulla Villa
del Casale. Ovvero se qualcuno si opporrà alla sue decisioni.
«C'è un decreto che attribuisce al sottoscritto il
coordinamento di tutti gli interventi, firmato da Fabio Granata
e Salvatore Cuffaro - dice Sgarbi - Se cosi non sarà, trascinerò
il contenzioso in tribunale».
La bufera che si agita sui mosaici fa saltare le tessere degli
accordi e così lo scontro è di tutti contro tutti:
progettisti chiamati da Sgarbi contro progettisti del Centro regionale
del restauro, divisioni in scuole di pensiero (prò e contro-Minissi,
cioè divisi sull'opportunità di ripristino della
copertura della Villa). Inoltre, il sindaco di Piazza Armerina
Maurizio Prestifilippo è convinto che il progetto "principe"
designato da Sgarbi, quello dell'architetto Guido Canali, non
sia praticabile, e ancora Legambiente in un documento denuncia
«un modo di agire a dir poco superficiale».
Last but not least, fa muro anche l'assessore ai Beni culturali
Alessandro Pagano, che nel corso di una riunione tenutasi due
giorni fa con Prestifilippo e Sgarbi ha annunciato di preferire
ai tre progetti (Guido Meli, Trizzino-Bellini e Canali) la quarta
via: un concorso internazionale di architettura. Ma al momento
l'assessore Pagano preferisce un "no comment" sulla
situazione e in attesa di verificare carte, attribuzioni di poteri
e nomine preferisce rimandare di qualche giorno il suo giudizio
sulla questione Armerina.
Vittorio Sgarbi reclama i suoi poteri sventolando il decreto della
Giunta regionale, firmato il 9 luglio 2004. Dove c'è scritto:
«Si è ritenuto concentrare in un unico soggetto il
coordinamento di tutti gli interventi posti in essere per la conservazione,
la tutela e la valorizzazione della Villa Romana del Casale».
«Se non gli piace il progetto - dice lo storico dell'arte
- smentiscano il mio decreto di nomina. In tal caso si apre la
strada del tribunale. Non sono in disaccordo sul concorso internazionale
in sé, ma richiederebbe un tempo che non abbiamo, rischiamo
di perdere i finanziamenti». E questa volta di fondi sulla
Villa del Casale ne piovono molti: dal Por arrivano 18 milioni
di euro, altri 6,2 giungono dal Pit. Aggiunge Sgarbi: «E
dai Beni culturali, Grado ha annunciato di voler dirottare su
Piazza Armerina i fondi non spesi. All'incirca altri 3-4 milioni
di euro. Senza contare che io stesso ho trovato finanziamenti
provenienti dal Comune di Grammichele e da un imprenditore privato,
Damigella, che ha una azienda di marini e la metterebbe a disposizione
per il restauro dei mosaici».
Sul concorso internazionale, Riccardo Calamaio responsabile di
Legambiente a Piazza Armerina dice: «Almeno Sgarbi prenda
visione di altri progetti. Il concorso internazionale? L'avevamo
proposto noi nel 2000. A quattro anni di distanza viene ripreso,
ma certamente adesso il tempo non basta». Già, perché
per utilizzare i fondi disponibili il cantiere dovrebbe partire
nel 2005, e se nel 2006 si sarà arrivati ai tre quarti
del lavoro, si potrà ottenere una proroga: il 2008 è
la data ultima per completare i lavori e il collaudo.
Alla situazione già tesa si aggiunge un'ulteriore aut-aut:
una lettera scritta dal dirigente dei Beni culturali Giuseppe
Grado, inviata al sindaco Prestifilippo, al presidente della Regione,
alla sovrintendenza. In cui in sintesi, c'è scritto: se
Sgarbi potrà disporre di pieni poteri sulla Villa del Casale,
quest'ultima uscirà dal novero delle competenze dell'assessorato
regionale ai Beni culturali. «Sembra che la Regione - commenta
Sgarbi - voglia smentire se stessa. È da qui che proviene
la mia nomina».
Maurizio Prestifilippo, sindaco di Piazza Armerina, non è
d'accordo con la soluzione proposta da Alessandro Pagano perché
teme possa trascorrere troppo tempo. Ma anche il progetto di Guido
Canali, sponsorizzato da Sgarbi, non lo convince e dice: «Vuole
chiudere la villa con pannelli di alluminio into-nacati. A parte
i problemi di manutenzione, ci sarebbe una chiusura totale del
sito. Senza pensare ai problemi dell'effetto serra». E intanto
dubbi, ipotesi e progetti già costano: solamente per quello
di Canali la spesa è di 600 mila euro.