piazzaGrande

06.01.2006

La Margherita DL: dopo i botti la calza con il carbone
di Massimiliano La Malfa
 

da piazzamargherita.it

Il segretario cittadino della Margherita replica a Piazza Grande sul sito del partito

Le considerazioni di Carmelo Nigrelli sono sempre interessanti perché stimolano il dibattito pubblico in una città dove si parla più di cose personali che di fatti generali. Tuttavia, l'ultimo articolo di Nigrelli intitolato "Il botto che fa sfiorire la Margherita", quantunque stimolante, ricalca un modus procedendi assai partigiano delle vicende sul PRG locale, non corrispondenti al vero. La Margherita è stato il partito che ha posto in termini quasi dirompenti, per la coalizione del centro-sinistra, la necessità di adottare il PRG. Vorrei ricordare che non più tardi di tre mesi or sono un articolo apparso sulla stampa, dove La Margherita collocava come priorità assoluta l'adozione del PRG, fece qualche scalpore e rischiò di far saltare i precari equilibri del centro-sinistra. La necessità diventò un momento di confronto, anche aspro alcune volte, tra i rappresentanti del centro-sinistra, ma tra alti e bassi la discussione è andata avanti e forse siamo giunti alle battute finali. Una rondine non fa primavera, e da un singolo episodio, quello della seduta del 29/12/05, si possa ricavare, addirittura!,  il fallimento politico de La Margherita è un discorso molto più complesso che saranno i cittadini a sancire e non l'opinione di un singolo. Ma per chiarire il casus belli della seduta del 29/12/05 è necessario evidenziare lo sforzo del partito e di tutte le altre componenti del centro-sinistra di giungere all'adozione del piano. Il Presidente del Consiglio è stato il più solerte, nel suo ruolo, a convocare sedute con all'ordine del giorno "adozione del PRG", in ciò stimolato dalla necessità di dare regole certe al paese, piuttosto che continuare  nel caos attuale. Vedi caso negli ultimi mesi il problema è stato preso di petto e si sta proseguendo nell'iter di adozione, ragion per cui se il 29/12/05 il Presidente si è assentato non vuol dire assolutamente nulla, perché nel caso fosse stato contrario all'iter dell'adozione avrebbe avuto mille pretesti per affossare la procedura. Per quanto attiene invece le dichiarazioni del capogruppo Incardona, lo stesso ha evidenziato dopo le pesanti affermazioni di qualche consigliere e dopo essere stato chiamato dal locale Commissariato di PS a dare chiarimenti, che eventuali casi di incompatibilità venissero valutati attentamente dai colleghi per evitare che tutta la procedura potesse essere inficiata da qualche vizio. Vorrei, inoltre, sottolineare come essere chiamati dalle forze dell'ordine quando si fa il proprio dovere di consigliere, non è un fatto piacevole, ed ognuno lo vive con il proprio stato d'animo e reagisce in modo diverso: c'è che fa finta di niente perché, forse, abituato, c'è chi invece avendo uno stato d'animo più passionale risponde come ha fatto Incardona. Ma sulla linearità, sulla correttezza politica e morale dei consiglieri de La Margherita non è consentito a nessuno dare giudizi, men che meno sul PRG. La Margherita locale ha tanti difetti, chi scrive ne ha più di chiunque altro e talvolta non la rappresenta adeguatamente, ma siamo abituati ad andare controcorrente risospinti senza posa nella continua dimostrazione della nostra identità e linearità politica, che spesso ci ha fatto pagare prezzi salatissimi in termini di uomini messi in campo. Sono orgoglioso di essere amico e di essere vicino a Carmelo Tumino, così come ad Ivan Velardita, entrambi hanno scontato in termini personali le scommesse e le sfide che la politica pone a chi si impegna nella vita pubblica. Spero che un giorno anche Carmelo Nigrelli possa dare il proprio valido contributo, piuttosto che farlo solamente sulla pagine di PiazzaGrande, perché è molto facile giudicare e dare sentenze, è molto più difficile confrontarsi con la complessità della vita pubblica. La Margherita di Piazza Armerina cerca di dare il proprio piccolo contributo al miglioramento della vita locale, che poi ci riesca si vedrà, ma sicuramente non le mancano il coraggio e la linearità politica, se poi fallirà nel proprio progetto, auspichiamo che altri più bravi di noi possano fare meglio.
Massimiliano La Malfa

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