piazzaGrande

20.11.2006

Sentenza del TAR di Catania su un piano di lottizzazione del PRG
di Roberto Palermo
 

Il tribunale amministrativo regionale di Catania ha sospeso con proprio provvedimento gli effetti del Prg adottato il 19 gennaio, ordinando all'amministrazione comunale armerina di dare corso ad un Piano di lottizzazione presentato da un privato. L'ordinanza del Tar congela l'esecuzione della delibera del consiglio comunale del 19 gennaio 2006 con la quale era stato adottato il Prg con modifiche. E con tale provvedimento sospende gli effetti di tutti gli atti conseguenti, compreso il recente voto da parte dei consiglieri comunali di "presa d'atto" delle modifiche calate sul Piano regolatore dall'architetto Giuseppe Dato. "Ricorso assistito da sufficienti profili di fondatezza, avuto riguardo all'impropria applicazione delle norme di salvaguardia, in assenza di un regolare iter di adozione del Prg". Questa la motivazione con la quale i tre giudici amministrativi della sezione di Catania, Rosalba Messina, Maria Stella Boscarino e Salvatore Gatto Costantino, hanno accompagnato l'ordinanza di sospensione degli effetti della delibera del consiglio comunale del 19 gennaio scorso. I magistrati del Tar etneo hanno anche dato atto dell'esistenza per i titolari del Piano di lottizzazione di un "periculum in mora", cioè del rischio di un danno per l'applicazione dei provvedimenti della pubblica amministrazione. Il provvedimento della magistratura amministrativa fa riferimento al caso singolo, ma potrebbe diventare un precedente per quanti hanno un Piano di lottizzazione in corso. L'ordinanza, inoltre, non potrà non avere anche effetti politici e legali. Il passaggio del provvedimento giudiziario, quello in cui si parla di "assenza di un regolare iter di adozione del Prg", appare destinato a provocare ripercussioni fuori e dentro il consiglio comunale. A chiedere l'annullamento del Prg, adottato con modifiche il 19 gennaio scorso, era stata la signora Dora Accardi, 62 anni, proprietaria di un lotto di terreno destinato a zona "C2", cioè edificabile. La donna, titolare di un piano di lottizzazione in via Padova, aveva chiesto l'annullamento del Piano nella parte in cui viene modificata la destinazione urbanistica del terreno di sua proprietà da zona "C2", edificabile, a zona E, cioè zona agricola. La ricorrente, insieme ad un gruppo di altri proprietari terrieri limitrofi, il 4 novembre 2005 aveva presentato al Comune un progetto di Piano di lottizzazione per la realizzazione di cinque edifici per civile abitazione. Poi la sospensione dell'esame della lottizzazione da parte dell'ufficio Tecnico comunale in seguito alle cosiddette norme di salvaguardia scattate a partire dal 20 gennaio 2006. Sospensione comunicata dal servizio Urbanistica alla stessa ricorrente. "Il progetto è stato interamente istruito e dopo aver ottenuto il nulla osta dell'ufficio del Genio Civile e dell'Ispettorato dipartimentale delle Foreste, relativamente al vincolo idrogeologico, era in attesa della necessaria approvazione consiliare", recita il ricorso. L'iter era stato interrotto proprio dal nuovo Prg adottato a gennaio. La stessa nota dell'ufficio tecnico comunale, servizio Urbanistica, è stata congelata dall'ordinanza del Tribunale amministrativo di Catania. Adesso, come recita l'ordinanza del Tar, viene ordinato alla pubblica amministrazione resistente, cioè al Comune di Piazza Armerina, costituito in giudizio attraverso l'avvocato Marco Scilletta, "di rideterminarsi sul progetto della ricorrente entro il termine di 90 giorni". Termine che dovrà decorrere dalla notificazione del provvedimento a cura della stessa parte privata ricorrente o dalla comunicazione in via amministrativa dell'ordinanza stessa.
Roberto Palermo

 

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