piazzaGrande

07.02.2006

PRG, Area artigianale e dintorni: quale patto fra gentiluomini?
di Salvatore Roccaverde
 

Intervengo su Piazza Grande stimolato e incoraggiato dalle buone notizie che da qualche giorno finalmente arrivano sul fronte politico locale. Mi riferisco ovviamente all'approvazione del PRG e della zona artigianale e al commento di Carmelo Nigrelli, che di questi fatti è stato protagonista, e al contributo di Concetto Prestifilippo che, bollando come pericolose e inutili le "sperimentazioni" (se tali si possono chiamare le improvvisate ed estemporanee attività amministrative dei governanti attuali della nostra Città), invita tutti a "vincere la tentazione delle contrapposizioni epidermiche" e ricorrere ad un patto tra gentiluomini, riunire gli Stati Generali per fare il punto sul destino della nostra Città.
Lo strumento urbanistico appena approvato e il parere favorevole dell'ARTA sull'area artigianale dovrebbero essere, secondo Prestifilippo, il volano per uno sviluppo armonico di Piazza Armerina.
Bene, anch'io assieme a tanti altri cittadini, la penso allo stesso modo, e nel decennio passato ho dato il mio modesto contributo affinché questi due obiettivi si realizzassero. Molti tuttavia, come dimostrano le recenti vicende legate alla trattazione in Consiglio Comunale del PRG, non la pensano allo stesso modo, ritengono anzi che il nuovo PRG sia uno strumento negativo per lo sviluppo della nostra Città.
E a pensarla così, purtroppo, non è solo il comune cittadino che probabilmente non vede tutelati adeguatamente i suoi particolari interessi economici o patrimoniali, magari per avere investito su terreni che sulla base del vecchio piano avevano un certo valore e che adesso hanno un indice più basso o sono destinati ad altro; questi cittadini, in ogni caso, hanno la possibilità di fare valere le loro vere o presunte ragioni dopo la pubblicazione del Piano, secondo le modalità e i tempi previsti dalla normativa in vigore.
Diverso, invece, il discorso se a fare ostruzionismo all'approvazione del PRG, con pretestuose argomentazioni e concreti comportamenti dilatori o "di terrorismo psicologico" in Consiglio, dietro cui si nascondono comunque interessi particolaricistici, sono alcuni Consiglieri Comunali, spesso longa manus di sedicenti dirigenti politici o della stessa Amministrazione Comunale (con l'eccezione dell'Assessore ai lavori pubblici, ing. Di Vita) che, come raccontano le cronache, non solo non ha mai spinto per accelerare l'approvazione del Piano, ma ha operato in maniera subdola perché restasse in vigore per quanto più tempo possibile il vecchio, favorendo in tal modo il caos urbanistico e ambientale e cercando di stravolgere il senso e la logica del nuovo PRG che, lo vogliamo ricordare a chi per caso se lo fosse dimenticato, ha un obiettivo fondamentale: la riqualificazione del Centro Storico, che è poi il presupposto fondamentale per lo sviluppo turistico, economico e sociale della nostra bistrattata Piazza Armerina.
La stessa cosa si può dire a proposito della zona artiginale, osteggiata con pretesti di varia natura, naturalmente di ordine tecnico, da chi non vuole che le attività produttive vengano ordinatamente sistemate e localizzate in determinate aree ritenute idonee dal progettista.
Dunque, se a fare ostruzionismo su questioni essenziali per la crescita della nostra Città, sono prevalentemente sedicenti personaggi politici e partiti, non solo di centrodestra, ma anche vicini al centro sinistra, come l'UDEUR, come si può fare il patto fra gentiluomini, di cui parla Concetto Prestifilippo?
Essere ottimisti è dunque quasi impossibile, a meno che non si realizzi il miracolo di cui parla Carmelo Nigrelli: un rinsavimento politico e morale di chi ha adesso la responsabilità di porre in essere concreti provvedimenti per attuare con coerenza, competenza amministrativa e tecnica gli strumenti in questione.
Io, da laico impenitente, non credo ai miracoli, meno che mai se questi sono affidati all'attuale classe politica al governo della nostra Città che non è stata capace in quasi due anni di attività amministrativa di risolvere neanche i piccoli problemi quotidiani, dalla riparazione delle strade cittadine dissestate alla regolamentazione della circolazione stradale e dei parcheggi. Per non parlare del grave stato in cui versano i problemi più grossi: servizi sociali azzerati, politica turistica asfittica, scuole dove letteralmente ci piove dentro, mensa scolastica inesistente, ecc.
Che fare allora?
Un speranza la vorrei coltivare, e mi riferisco sempre al patto fra gentiluomini di Concetto, riferendolo naturalmente innanzitutto a tutte quelle persone perbene che hanno creduto e credono ancora nella tutela e nella difesa degli interessi generali della nostra Città, ma anche a quelle forze politiche (Margherita e DS in primo luogo) e sociali (CNA, Legambiente) che, con costanza e coerenza (superando anche dissidi e conflitti interni) hanno dimostrato nei fatti un impegno forte per fare uscire la nostra Città dal tunnel in cui personaggi arroganti e presuntuosi, e in tanti casi anche incapaci, tentano ancora di tenerla.
Questi personaggi in un patto fra gentiluomini proprio non ce li vorrei.
Salvatore Roccaverde

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