piazzaGrande

27.10.2007

Fino ad oggi buone e brave mani sulla Villa del Casale
di Filippo Acquachiara

L'Università Popolare apre con Guido Meli le lezioni per il 2007 /2008
Introdotto dalla Presidente Ina Roccaverde che ha illustrato l'attività programmata, venerdì 26 ottobre, nell'aula magna della Scuola Media Statale "Cascino", è stato aperto il tredicesimo anno accademico dell'Università Popolare del Tempo Libero "Ignazio Nigrelli" con la prolusione tenuta dall'arch. Guido Meli, Direttore del Centro Regionale per la Progettazione e il Restauro (CRPR) della Sicilia, progettista del vasto programma di restauro e copertura della Villa romana del Casale.
L'architetto già lo scorso anno aveva illustrato il progetto complessivo del restauro, questa volta ha parlato dei lavori svolti, dei risultati ottenuti, dei metodi usati ad oggi.


Venerdì sera le argomentazioni competenti di Guido Meli, con linguaggio semplice a accessibile a tutti, hanno suscitato grande impressione e hanno rassicurato sulla serietà e la competenza delle mani che curano il pavimento musivo della Villa del Casale. Su di esso si opera, dopo le indagini indispensabili alla comprensione dell'origine del danno, la cura necessaria a restituire completezza ai disegni con le tessere originali, se esistenti, ovvero con copertura delle lacune con materiale inerte che non ricrea la composizione, ma stabilizza il resto con margini sicuri; interessante l'illustrazione del lavoro che si sta svolgendo per riportare alla luce i dipinti parietali coperti da resistenti materiali; quelli emersi e mostrati appaiono quasi integri: un lavoro lento, paziente e preciso con strumenti moderni e manualità esperta.
Vedere il prima e il dopo è stata la maniera migliore di comprendere l'importante serietà del grande
intervento che si sta conducendo su mosaici, marmi, mura, sul terreno esterno che in molte parti ha coperto da sempre o è tornato a coprire nel tempo la Villa trasmettendo umidità e alterazioni, quindi, all'intera struttura, operazione quest'ultima che sta facendo riemergere parti di pareti, impianti idrici (condotta di piombo romana), componenti strutturali isolanti originali.
A questo punto della prolusione ha mostrato due pozzetti, originariamente incamiciati, di epoca medievale, a ridosso del quartiere termale, quindi, in una parte dell'area della Villa diversa da quella su cui conduce scavi il prof. Pensabene.
Meli ha condotto virtualmente nel cantiere tutti quanti spiegando i passaggi compiuti e i prossimi da fare per eliminare i danni procurati da tempo, insipienza, mancata manutenzione quotidiana, quasi assenza di prevenzione a partire dall'esterno della Villa.
Ha mostrato alcuni esempi dei risultati ottenuti che possono dirsi soddisfacenti, per altre parti ha spiegato il metodo scientifico e le sostanze usate per eliminare muffe, licheni, muschi, etc. dai sostrati che reggono tessere, lastre marmoree, dalle pareti prima di intervenire sui danni più appariscenti: la visione di piantane, flebo, penombra ricostruita, pesi che gravano variamente su parti dei pavimenti ha dato la misura di una grande malata che viene curata da buoni medici, assistita da preparati tecnici.
L'arch. Meli nel mostrare alcuni risultati ha pure affermato che nonostante appaiano ottimi, se ne sta saggiando la durata con strumentazioni particolari, proprio perché la soluzione possa essere la migliore possibile allo stato delle conoscenze scientifiche e dei mezzi a disposizione.
Sulla questione delle acque e lo loro regimentazione ha riferito dei risultati ottenuti e di quanto ancora dovrà essere fatto. Ribadendo che la Villa ha una sua qualità strutturale che interagisce con l'ambiente circostante fin dalla costruzione.
Non si è sottratto alle domande del pubblico. Ad alcune ha risposto con i fatti documentati (questione delle bancarelle, della viabilità libera per mezzi e persone del cantiere), ad alcune altre ha dato pareri rinviando, giustamente, a coloro che hanno responsabilità istituzionali nel decidere. Così sulla questione della ipotizzata chiusura della Villa per accelerare i lavori ovvero per far quelli che maggiormente potrebbero comportare rischi ha detto con chiarezza che è stata chiesta da novembre a marzo, anche per potere recuperare i mesi di ritardo nell'inizio dei lavori causati dai ricorsi delle ditte escluse: per eventuali deroghe deciderà chi ne ha il potere
Infine è stata ripresa la questione relativa alla manutenzione quotidiana che dopo il restauro e la copertura non dovrà essere trascurata: Rosa Oliva, RUP del progetto, ha ipotizzato una soluzione immediata nell'utilizzare i fondi spettanti del 30% che spettano al Comune e derivanti dai biglietti pagati dai visitatori, in attesa di soluzioni più stabili, impegnando i giovani che hanno acquisito qualifica ed esperienza anche nella fase attuale del restauro che adopera una cinquantina di tecnici.
Tanto Meli quanto Oliva hanno convenuto che la soluzione dei problemi di governo tecnico-scientifico e di gestione amministrativa potrebbe trovarsi nella ipotesi ripresa dall'Università Popolare del Tempo Libero "I. Nigrelli": l'istituzione del Parco archeologico della Villa romana del Casale con legge, idea lanciata anni fa dal prof. Ignazio Nigrelli assieme a diverse associazioni, essendo la forma attuale (Museo regionale) assolutamente incapace di sostenere gli enormi compiti che un sito del genere e la sua area vincolata esigono.
Un incontro di esemplare utilità per i cittadini che vogliono continuare a manifestare attaccamento ai beni che il territorio e la storia ci ha dato in custodia e che nel sapere cosa, come e perché trovano la chiave per agire.
Esemplare incontro anche perché ciò che fin dall'inizio ci sembrò fondamentale, salvare strutture e mosaici dal degrado grave in cui si trovavano, ha trovato una serena verifica nel lavoro che oggi si sta facendo alla Villa.
Pare giusto concludere con le parole che Guido Meli ha scritto alla fine della sua Premessa al Progetto di recupero e conservazione della Villa romana del Casale di Piazza Armerina: "Il resto delle storie lo lasciamo al vento che rende l'aria pulita e spazza via la polvere e le foglie morte (1)".

(1) Quaderni di Palazzo Montalbano n. 12 / I Grandi restauri 1, 2007 .

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