piazzaGrande

04.09.2007

Il punto sugli scavi di Platia
di Sebi Arena
 

La Testa di Eracle rinvenuta alla Villa Romana del CasaleVenerdì 30 agosto 2007 nella Sala delle Luci del Comune di Piazza, si è svolto un seminario scientifico per la presentazione dei risultati del recente scavo archeologico avvenuto nelle adiacenze della Villa romana del Casale. L'occasione è stata ghiotta perché, oltre alle relazioni tenute dal prof. Patrizio Pensabene, dalla dott. Carmela Bonanno, dall'arch. Guido Meli, dal prof. Paolo Barresi, dalla dott. Costanza Lentini, dall'Arch. Giuseppe Verde, è stato possibile ammirare la testa marmorea di Eracle dopo il restauro avvenuto recentemente e che farà presto bella mostra di sé in un apposito allestimento museale insieme ad altri numerosi reperti presso una delle sale di Palazzo di Città a complemento della mostra archeologica "Iblatasah Placea Piazza" già aperta da un anno al pubblico. L'assessore alle aree archeologiche Paola Di Vita ha moderato i lavori ed ha illustrato la costante collaborazione tra il comune e la missione archeologica del prof. Pensabene che ha già dato copiosi frutti in questi anni. Una interessante proposta è stata quella di istituire a Piazza un grande centro di documentazione sulla Villa romana a cui possano attingere appassionati e studiosi.
Il prof. Pensabene ha illustrato le recenti ricerche in collaborazione con gli studiosi Enrico Gallocchio ed Eleonora Gasparini della Università La Sapienza di Roma, con la direttrice della Villa del Casale e un nugolo di 90 studenti provenienti da La Sapienza, dalla Kore di Enna e da università spagnole. Infatti non va dimenticato che le campagne di scavo di questi anni nelle immediate adiacenze della Villa romana del Casale ha consentito di scoprire, al di là di ogni ragionevole dubbio, che il sito, dopo la fase tardoantica si è evoluto in quella Platia che successivamente in epoca normanna nel 1161 venne distrutta dal re Guglielmo I e non più ricostruita nello stesso luogo, ma nel sito attuale del colle Mira. Il prof. Pensabene ha mostrato le immagini di alcune strutture medievali all'interno della villa, ma pure muri di epoca tardo antica all'interno dell'insediamento medioevale in parte scavato, una condizione stratigrafica complessa che potrà essere chiarita con le future missioni. Interessanti le immagini proiettate: quelle di alcuni pozzi trovati nella zona termale della villa e riempiti di materiali vari tra cui frammenti invetriati di scodelle, lucerne, brocchette e boccali del X e XI secolo, anfore, mattoni, un gettone monetale in vetro con caratteri cufici nonché resti ossei di animali. E ancora, di epoca romana, anelli in vetro e in bronzo e alcune lucerne africane con sigillo. Un altro ritrovamento è stato effettuato in una sponda del fiume Gela: si tratta di una grande fornace che rende conto della notevole attività vascolare in situ.

L'architetto Guido Meli ha parlato del restauro dei mosaici e della copertura della Villa soffermandosi sui grandi problemi esistenti nel monumento e specialmente su come poter circoscrivere i danni che temperature e umidità hanno finora agito in modo deleterio sulle tessere musive e sugli affreschi. Con particolari accorgimenti tutto ciò sarà combattuto fino alla ottimizzazione dell'atmosfera interna. In particolare ha fatto notare che in futuro la visione degli ambienti avverrà in modo più naturale e senza l'invasione violenta della luce esterna come è avvenuto finora.

Una relazione tanto attesa e interessante è stata quella del prof. Paolo Barresi che ha illustrato la raccolta di pezzi archeologici giacenti da oltre 70 anni negli scaffali della Biblioteca Comunale ipotizzandone la sua musealizzazione. La catalogazione che Paolo Barresi sta realizzando insieme alla dott.ssa Serena Raffiotta è un lavoro quanto mai delicato poiché questi reperti sono di diversa provenienza, ma sempre del territorio archeologico di Piazza, ed inoltre attendono ancora di essere studiati più approfonditamente sperando che non sia perduta del tutto la memoria del loro contesto. Interessante una piccola collezione di strumenti chirurgici in bronzo e materiali vascolari.

La dott.ssa Carmela Bonanno, Responsabile della Sezione Archeologica della Soprintendenza ha relazionato sulle sculture ritrovate nella Villa e in particolare della testa  marmorea di Eracle e sul lavoro di restauro che ne è stato effettuato mentre l'architetto Giuseppe Verde, ha presentato una ipotesi di allestimento museale dentro cui sarà collocata la scultura, insieme ad altri reperti di epoca romana.
Sebi Arena

 

 

 



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