piazzaGrande

16.09.2007

Sul Partito Democratico in Provincia di Enna [2]
di Patrizio Roccaforte
 

Caro Carmelo,
l'ultima Tua ci lascia perplessi in tanti. Io sono rimasto spiazzato, anche deluso.
Suona male quel senso di rassegnazione gattopardiana che la pervade. Non Ti appartiene.
Scusa, chi l'ha detto che occorre confluire necessariamente nel PD? Se nei fatti si leggono queste negatività - io sono d'accordo con Te - cosa ci spinge "a mischiarci"? Dove troveremo l'entusiasmo per andare avanti? Quali libertà avremo se già i monarchi hanno sentenziato: "o con me o fuori".
I politologi quando spiegano la questione dell'approccio alla politica parlano di "exit o voice", di abbandono o di voce. Quest'ultima ipotesi è considerata quella tipica della politica, la più comune ed usata. Io la preferisco, almeno fino ad oggi, ed è così che intendo andare avanti.
Stai proponendo una nuova forma di partecipazione alla politica? Si sta dando forma al tipo "resignation"? Che poi tanto nuovo non è. È, piuttosto, un tipo di approccio proprio dei siciliani, dei più dei siciliani, però, non di tutti. Proprio di coloro i quali sono rimasti affezionati ai baroni ed ai loro feudi e pensano di lasciare loro il compito di provvedere alla propria sopravvivenza aspettando fuori dalla finestra.
Penso che non sia utile turarsi il naso che equivale a chiudere gli occhi e tapparsi la bocca.
La proposta di Montanelli ha una data. Altri tempi, altre circostanze: c'era ancora il muro di Berlino.
Oggi siamo senza muri, siamo in un'isola che è si circondata dal mare, dove sono visibili ancora i confini dei grandi feudi ma muri non ce ne sono più anche se qualcuno, tanti in provincia, sperano di trovarne qualcuno dove barricarsi per vegetare tranquillo.
Penso piuttosto che questa è un'occasione per dar voce a nuove parole e nuove idee. Per apprezzare gli spazi aperti e liberi al di là di ogni muro e al di fuori di ogni feudo o mandamento.
La Tua mi fa pensare anche perché da l'impressione di una certa miopia, certamente momentanea ed occasionale. Mi fa pensare anche perché avverto in essa un pizzico di dietrologia: non è vero che Letta ha influenzato la scelta del candidato regionale indicando il suo.
Non è vero e lo posso dire a gran voce. Lo devo dire a gran voce perché ne sono testimone e penso, quindi, che sia doveroso.
In una cosa però sono d'accordo con Te: che questa è una non l'unica "possibilità di costruire un'aggregazione più grande capace di interpretare le esigenze di una società complessa come quella italiana". Io aggiungo che quella siciliana, quella della provincia di Enna è ancora più complessa perché asfissiata da un'oligarchia ancora più chiusa, più antica, vecchia e gretta e per questo occorrono approcci diversi.
Accetto anche l'invito di provare a cambiare "almeno un po', questo progetto di Pd".
Carme' ma da dove? Con quali interlocutori? Qual è il Tuo progetto?
Patrizio Roccaforte


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