piazzaGrande

27.08.2007

PD: nasce il comitato Veltroni
di Carmelo Nigrelli

«C'è un po' di confusione sotto il sole: la situazione è eccellente» avrebbe detto il buon vecchio Mao. Parlo del partito democratico.

Le pagine dei giornali degli ultimi dieci giorni mostrano non solo l'accendersi della polemica tra i principali candidati alla segreteria nazionale, con Rosi Bindi che ancora una volta si mostra la più combattiva e schietta, ma anche il susseguirsi di analisi preoccupate, di valutazioni, di diagnosi, prognosi e terapie relative al fatto che la percezione dell'innovatività che accompagnò la prima proposta del nuovo partito e la disponibilità di Veltroni, sembra essersi fortemente ridimensionata.
Ne sarebbe responsabile soprattutto l'azione delle dirigenze dei partiti che, temendo di perdere parte del potere consolidato negli anni, stanno blindando le primarie imponendo liste costituite da oligarchi e fedelissimi, con qualche difficoltà per l'inserimento del 50% di donne. In tal modo Veltroni verrebbe visto come prigioniero dei potenti di Ds e Dl, in particolare del ticket D'Alema-Marini, preoccupato di un difficile unanimismo e, dunque, impossibilitato a svolgere la sua azione innovatrice.

Il problema è reale e serio. Il meccanismo messo in campo per le primarie sembra proprio fatto per consentire a coloro che hanno guidato nei territorio Ds e Dl, di continuare a farlo «cambiando tutto perché nulla cambi». Anche nella piccola realtà di provincia che è Piazza si assiste a una evidente smorzamento degli entusiasmi ai quali non è estranea la particolare situazione della provincia.

Un mio caro amico mi scrive: «la mia sensazione è che non si tratti altro che di mero consociativismo spinto sino alle sue estreme conseguenze» e ancora «quali saranno i trasformismi, quanto ci dovremo turare il naso, costretti a condividere tessera e colori e scranni con adorabili carogne puzzolenti di marcio, ma necessarie a rastrellare voti e garantire larghe intese (la purezza non paga: Rita Borsellino insegna). E poi, quanto ci metteremo a riappiccicare l'aggettivo "cristiano" al culo di quel "democratico"? Quando chiuderemo il cerchio della restaurazione?»

E un altro: «la mia voglia di partecipazione è ai minimi storici». E un altro ancora: «francamente sono un poco disamorato, ed anche Veltroni mi piaceva parecchio di più qualche mese fa. [] Vediamo come va il referendum, perché se le cose non cambiano neanche la candidatura di Padre Pio ci salverebbe».

A questo clima di sconforto di quegli "sfusi" che avrebbero dovuto rappresentare il plusvalore del PD si aggiunge ­ e in parte ne è la causa ­ l'uso delle primarie per misurare le forze di ipotetiche nuove correnti, con gruppi che si organizzano e che decideranno quale candidato votare per distinguersi dagli altri e per pesare il proprio appeal elettorale e lo stato di surplace che ha congelato tutto per un mese (sia pure il mese di agosto).

A Piazza, dopo l'assemblea di mezza estate, più nulla, non un dibattito, non una discussione ufficiale, ma tante manovre sotterranee, nello stile correntizio della vecchia Dc. Adesso è fissata la seconda assemblea per il 30 agosto mentre Carmelo Tumino, deputato regionale della Margherita, ne organizza una con valenza provinciale tre giorni dopo sulla base di una piattaforma che riguarda anche problemi della provincia.

Grande confusione, dunque e, d'altra parte, non poteva che essere così, dato l'inedito esperimento che si sta tentando.

La situazione è eccellente come avrebbe detto Mao? Forse non proprio, ma la situazione è questa. Per me occorre adesso solo scegliere il segretario nazionale sostenendo il candidato che sembra più adatto e al tempo stesso scegliere quello regionale non sulla base di una filiera con quello nazionale (per esempio un candidato gradito o, peggio, voluto da Veltroni o Bindi o Letta) ma, ancora una volta, scegliendo quello ritenuto migliore o nessuno, se i nomi restassero quelli per ora in giro che sono difficilmente digeribili per chiunque.
Da quel momento potremo cominciare a parlare delle situazioni locali, dei contenuti delle politiche comunali e provinciali, delle modalità di selezioni della classe dirigente tenendo presente, in relazione a quest'ultimo punto, che nessuna candidatura, a sindaco o a presidente della provincia, a consigliere provinciale o a deputato regionale, potrà più essere costruita senza il passaggio dalle primarie.

In questo quadro, dunque, con altri cittadini quasi tutti "sfusi" promuoviamo la nascita di un comitato locale per Veltroni segretario che abbia lo scopo di favorire il dibattito sulle idee centrali del nuovo PD. Vediamo chi ci starà.

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