piazzaGrande

23.12.2007

La sfiducia non passa. Prestifilippo resta al suo posto
di Roberto Palermo
 

La vittoria di Prestifilippo
Il sindaco Maurizio Prestifilippo batte una nuova volta il centrosinistra, e vince la sua prima battaglia contro l'Mpa. Rimane in sella, alla guida della città. Nel 2004 l'opposizione più ostile al primo cittadino era formata da 12 consiglieri comunali del centrosinistra, oggi da altri 12 consiglieri comunali, tra i quali alcuni esponenti politici che nel frattempo hanno voltato le spalle all'inquilino di Sala delle Luci non condividendone, strada facendo, il progetto di governo. Alla fine non è cambiato molto nei rapporti tra primo cittadino e aula. Il sindaco era in minoranza in aula fin dall'inizio e continua ad esserlo. Ma la gente gli ha conferito un mandato che il consiglio comunale non è riuscito a scalfire. Il primo cittadino esce rafforzato dal voto di venerdì sera. Ha di fronte una parte consistente della città che non lo ama troppo. Ma esce rafforzato dal voto. Soprattutto perché il centrosinistra ne esce con le ossa rotte.

Le sette sconfitte del centrosinistra
Dal 2004 a oggi le sconfitte del centrosinistra sono ben sette. Una dietro l'altra. Prima non hanno voluto presentare di nuovo Velardita, segno della bocciatura interna della sua esperienza. Poi hanno presentato Tumino, perdendo. Quindi la prima mozione, proclamata, annunciata, firmata, ma mai arrivata in aula. Quindi il numero di consiglieri, passato dai 12 iniziali ai 7 attuali. Poi le lacerazioni interne alla coalizione legate al rinnovo della presidenza del consiglio comunale. E ancora la seconda mozione, ancora una volta eternamente discussa sulla piazza, annunciata, proclamata, firmata, presentata, ma invalida per il ritiro della firma non da parte dell'ultimo dei consiglieri, ma da parte dell'allora capogruppo del neonato partito Democratico, Lina Grillo. Adesso un altro lungo e complicato parto, quello della terza mozione, presentata solo grazie alle stampelle di due uomini del centrodestra, solo grazie all'iniziativa di consiglieri di sinistra, senza il pieno appoggio delle segreterie. Insomma una sconfitta che adesso assume i connotati di un vero e proprio Day After politico del centrosinistra. Chi vuole essere alternativa deve dimostrare coesione, unità ed avere un solo volante in auto. Il Pd in questo momento ha due manubri ed almeno due piloti.

I falchi con le ali tarpate
Sconfitto ne esce l'Mpa, con una politica votata all'attacco che ha minato l'occasione di rilancio di una logica di centrodestra. I falchi del gruppo consiliare hanno perso la partita. Le colombe non hanno certo vinto, dimostrando tecniche di cambi improvvisi di rotta. Vere e proprie inversioni politiche a U nel giro di pochi giorni, incomprensibili per chi tenta di commentare i fatti della politica. Ultimatum e minacce in una mano, la mano del sindaco nell'altra. Il caso Volturo quello più eclatante. Documenti in cui si annunciano la sfiducia al primo cittadino, altri in cui si annuncia la fiducia.

Il padrone
Adesso bisogna capire se gli 8 firmatari della "fiducia" (la Volturo nel frattempo ha votato per la sfiducia) sapranno avere un rapporto politico serio e dignitoso con il primo cittadino. Anche perché Prestifilippo è abituato a comandare, dirigere, ad essere il padrone indiscusso di quello strano "blob" che è stato il centrodestra a Piazza Armerina dal 2004. Un padrone di casa rispetto al quale l'unica forma autorevole di confronto politico interno al centrodestra è stata quella di bussare alla sua porta di Sala delle Luci. Adesso la guerra politica a Piazza deve finire. Almeno su alcune questioni. Ospedale, Fiera del bestiame, mercato settimanale ed altri punti richiedono una serie capacità unitaria e concertativa da parte di tutte le forze politiche piazzesi. Il tempo delle trincee, almeno fino alla prossima battaglia, quella delle elezioni del 2009, deve finire. Mozione di sfiducia tra accuse di trasformismo, minacce di querela e duri botta e risposta quella dibattuta ieri pomeriggio e in serata in aula.

La discussione in aula
Di fronte ad un numeroso pubblico tra i banconi di via Cavour e la gente radunata attorno allo schermo gigante in piazza Garibaldi, la seduta è cominciata con una prima polemica tra il sindaco Maurizio Prestifilippo, il presidente del consiglio comunale, Filippo Miroddi, ed alcuni consiglieri comunali. Al centro della prima contesa le modalità di svolgimento del dibattito. Il primo cittadino ha chiesto non solo la possibilità di poter subito intervenire sul merito del documento di sfiducia depositato da otto consiglieri, ma di poter, poi, replicare in aula agli interventi dei singoli esponenti politici. "Non darmi la possibilità di replicare costituisce una violazione grave, al limite della legalità", esordisce Prestifilippo. "Si è sempre fatto così, non sarà lei a decidere, ma è stabilito dalla normativa", ribatte il consigliere Teodoro Ribilotta, esponente del partito Democratico. "Sappia il primo cittadino che non riterrà di parlare adesso non potrà più intervenire nel corso del dibattito", ha precisato Angelo trebastoni, consigliere dell'Mpa. Ed è stata quest'ultima la linea seguita dalla conduzione dei lavori assembleari. Quindi l'intervento dell'inquilino di Sala delle Luci. "La mozione rappresenta una lettura parziale e falsa della realtà amministrativa di questa città", afferma Prestifilippo. "Non ho cercato la guerra con le altre categorie, ma solo la pace, la mia politica non si è voluta piegare mai alla restaurazione del manuale Cencelli di cui perfetto esempio sono le recenti dichiarazioni del consigliere Trebastoni. "Un falso presupposto della sfiducia è l'accusa di aver sforato il patto di stabilità, lo sforamento non è mai avvenuto, si tratta di un'affermazione temeraria, leggetevi le carte e non dite menzogne alla gente", ha aggiunto il sindaco. "Sindaco lei è la più grande rappresentazione dell'antipolitica a Piazza Armerina", afferma il consigliere Giuseppe Capizzi per il partito Democratico. "Non riesco a capire come può affermare alla gente di aver creato più posti di lavoro, molti giovani continuano a partire e a lasciare questa città, non sarà tutta colpa sua, ma certo non può permettersi di fare questi annunci, mi sembra come Berlusconi, tutto va bene e non ci sono problemi per i cittadini", aggiunge Capizzi, il quale, poi, polemizza con un possibile salvataggio politico del primo cittadino legato solo allo sfruttamento dell'interesse personale di alcuni consiglieri comunali. Un dibattito che ha visto il lungo intervento di quasi tutti i consiglieri comunali dei due schieramenti, ripetute interruzioni, accuse reciproche e toni spesso accesi fino a tarda serata. "Bugie, bugie, bugie", ha esordito in aula Ribilotta, citando una commedia teatrale e riferendosi all'intervento del sindaco Prestifilippo. Ribilotta ha accusato apertamente di trasformismo politico il capogruppo dell'Mpa Giovanni Scollo. "Giovanni Scollo rimane se stesso, al di la di qualsiasi etichetta politica", ha replicato nel finale lo stesso Scollo. Duro nei confronti della sinistra l'intervento di Paternicò, protagonista anche di una dura polemica con Cimino. "Combatterò la vostra politica, con voi non è possibile fare politica", spiega. "Il sindaco ha sperperato il bottino della Villa Romana del Casale", ha accusato in aula Trebastoni. "Sindaco, lei ha utilizzato questo consiglio comunale solo per i bilanci e l'ordinaria amministrazione, ma non ci ha mai coinvolti, non ha mai voluto far scattare una vera concertazione con questa aula", ha spiegato Miroddi.

La mozione di "fiducia"
In un documento a firma di nove consiglieri, appena qualche giorno prima, si affermava di non votare a favore della fiducia "in quanto sembra solo volere bloccare l'azione politica della amministrazione Prestifilippo " e "perché è un danno per la città". Una sorta di mozione di fiducia protocollata agli uffici comunali dai consiglieri Gianni Scollo (Mpa), Vittorio Lo Verme (Mpa), Elisabetta Volturo (Mpa), Luisa Lantieri (Udc), Enzo Filetti (Udc), Benito Anzaldi (Udc), Rosario Paternicò (Indipendente), Antonino Cammarata (Alleanza Siciliana) e Calogero Cursale (lista civica 'Vis Civis'). I consiglieri firmatari affermano "la loro volontà di continuare l'esperienza amministrativa, spesso frenata da interessi di parte e da scelte politiche contrarie, perché vogliono condividere un chiaro programma di fine legislatura, dando nuovo impulso e dinamismo alla cosa pubblica". Ed ancora "partecipare con pieno coinvolgimento alle decisioni e alla gestione della comunità amministrata, verificare l'azione di governo, nelle competenze e capacità gestionali degli assessori e nelle proposte, completare l'iter del piano regolatore, senza alcun commissario che stravolga le attese dei cittadini". Nel documento si legge, inoltre, come le motivazioni della mozione "sembrano solo volere bloccare l'azione politica dell'amministrazione Prestifilippo perché non piace a qualcuno, perché narra solo di una volontà non partecipativa, che si fonda soprattutto su illazioni, perché più volte si è impedito il dialogo ed il confronto".

I votanti
A dire si alla sfiducia Giuseppe Capizzi, Teodoro Ribilotta, Giuseppe Venezia, Lina Grillo e Renato Incardona per il partito Democratico, Lillo Cimino per la Lista Tumino, Filippo Miroddi per lo Sdi, Angelo Trebastoni, Basilio Fioriglio, Salvatore Manuella e Elisa Volturo per l'Mpa, Giuseppe Falcone per Forza Italia. A votare contro, invece, Rosario Paternicò e Benito Anzaldi, indipendenti, Luisa Lantieri e Vincenzo Filetti per l'Udc, Antonino Cammarata per Alleanza Siciliana, Giovanni Scollo, Mpa, Calogero Cursale per la lista civica Vis Civis. Assente in aula il consigliere Vittorio Lo Verme, esponente politico dell'Mpa, due giorni prima firmatario di un documento contrario alla sfiducia.

Il colpo di coda del consiglio
Presentato da alcuni consiglieri contrari alla sfiducia una richiesta di convocazione del consiglio comunale per dare modo a se stessi e all'amministrazione comunale di poter replicare ai vari interventi degli esponenti del centrosinistra. Lo svolgimento della seduta, infatti, ha previsto l'intervento iniziale del primo cittadino sulla mozione e gli interventi dei singoli consiglieri, senza possibilità di replica per nessuno.

Indietro