piazzaGrande

POST-IT [22] del 16.01.2005

Il tempo degli "scarsi"
di Carmelo Nigrelli

Non è elegante dire «l'avevamo scritto», ma l'annuncio fatto qualche giorno fa dall'assessore regionale Pagano relativo al finanziamento dei lavori di restauro di palazzo Trigona conferma alcune cose.

Innanzitutto che, appunto come avevamo scritto, la "conferenza di servizi" del 30 dicembre alla sala delle Luci del Municipio era un bluff (post-it 21): l'assessore era venuto senza conoscere l'argomento di cui si doveva parlare al punto che, dopo avere affermato che la soprintendenza di Enna non aveva preparato in tempo il progetto, era stato smentito proprio dal Soprintendente che dichiarava di avere già trasmesso il progetto al Dipartimento della protezione civile per il finanziamento con la legge 433.
Si trattava della strada individuata e proposta dal vice presidente dell'ARS Mirello Crisafulli del quale si possono a volte non condividere metodi e azioni, ma che, una volta di più, dimostrava di essere uno dei pochi politici lucidi e tecnicamente capaci in Sicilia. Addirittura Pagano aveva mostrato perplessità d fronte a questa ipotesi per rimangiarsi tutto a dieci giorni di distanza.
«Palazzo Trigona potrà essere restaurato con i fondi per la ricostruzione e la realizzazione di interventi sui beni architettonici della Val di Noto così come avevo indicato nel corso della conferenza di servizi svoltasi lo scorso 30 dicembre al Comune di Piazza Armerina. La Soprintendenza di Enna potrà inoltrare il progetto esecutivo di oltre 2 milioni di euro al Dipartimento regionale della Protezione Civile che provvederà all'esecuzione dei lavori in base alla legge 433 del 1991 destinata al recupero del patrimonio culturale danneggiato a causa del sisma del 1990» ha dichiarato Pagano (La Sicilia dell'11 gennaio), ma, per darsi la paternità di un figlio che non è suo, ma di Crisafulli, ha detto due bugie: non aveva affatto indicato questa strada nella riunione del 30 dicembre, mentre il progetto è già inoltrato il giorno prima, quando lui non ne sapeva nulla, come si evince chiaramente dallo stesso articolo.

L'altra cosa che viene confermata da questa vicenda è semplicemente quella che questi politici del centro destra, con l'eccezione di qualche ex democristiano, si dimostrano normalmente "scarsi", come diciamo noi in Sicilia o meglio, per farci capire da tutti, inadeguati rispetto ai compiti che devono svolgere. A volte sembra di assistere ad una versione aggiornata di una vecchia trasmissione radiofonica e, poi, televisiva che si intitolava: "la corrida, dilettanti allo sbaraglio" nella quale il furbo Corrado che ne era stato l'inventore e conduttore, accanto a dilettanti di talento nel canto e nella musica, faceva esibire poveretti incapaci di mettere in fila due qualunque note, con risultati esilaranti per il pubblico che seguiva da casa la trasmissione con un sottile velo di perfidia.

Se non fosse che chi detiene un potere politico compie azioni che hanno conseguenze importanti per gli amministrati, spesso ci sarebbe proprio da ridere, invece il problema è serio.
Avviene a livello nazionale con gran parte della compagine ministeriale da Lunardi a Castelli a Marzano (che un grande giornalista come Marco Travaglio chiama, nell'ordine, "Nullardi", "il cosiddetto ministro" e non chiama affatto, ignorandolo). Avviene a livello regionale e anche a livello locale. È sufficiente vedere cosa sta facendo (pardon, cosa non sta facendo) l'amministrazione comunale in alcuni settori chiave come la solidarietà sociale, le politiche culturali e scolastiche, la gestione del bilancio e la gestione urbanistica del territorio.

Ma perché in questi mesi non si è parlato di ciò? Solo perché non si è fatto quasi nulla, cosa che è, di per sé, fatto politico di grande gravità? Forse perché l'attenzione è stata concentrata sulla questione della Villa prima e di palazzo Trigona, poi, su fatti, cioè, che spostano l'attenzione rispetto all'azione concreta di governo della città. A questo gioco non dovrebbe più prestarsi il centro sinistra ora che, quasi conclusa la stagione congressuale che ne ha paralizzato in gran parte l'azione politica, può riprendere l'iniziativa.

Intanto giungono pericolosi segnali dal fronte sanitario. Il virus che era stato segnalato nel novembre scorso (post-it 16) continua ad essere segnalato in tutte le sue varianti, in particolare in quella dominante che, tra l'altro, «si manifesta attraverso sproporzionata fiducia in se stessi e nelle proprie capacità di affrontare e risolvere tutti i problemi, insofferenza per le regole della democrazia, mancato riconoscimento del ruolo di altre istituzioni, fastidio per le posizioni diverse, desiderio di controllo dell'informazione, arroganza nei confronti di chi non è allineato, uso di toni velatamente minacciosi nei confronti di chi esprime idee difformi da quelle di chi è stato colpito dal virus.»
A questa patologia potrebbe essere ricondotta la rimozione di due dirigenti della burocrazia comunale (Giornale di Sicilia dell'11 e 14 Gennaio). Se, infatti, la scelta degli uomini cui affidare la dirigenza degli uffici è, indiscutibilmente, competenza del sindaco, l'assegnazione dei due funzionari con esperienza ultradecennale a uffici inesistenti o privi di strutture logistiche e amministrative funzionali, può apparire come atteggiamento punitivo, al limite del mobbing.
Speriamo che si tratti solo dell'ennesimo errore amministrativo, perché alla salute ci teniamo