| piazzaGrande |
POST-IT [27] del 20.04.2005 |
| Villa del Casale. Il momento della verità di Carmelo Nigrelli |
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E dunque Vittorio Sgarbi è nel pieno dei suoi poteri di Alto Commissario della Villa del Casale di Piazza Armerina, a meno dell'approvazione della convenzione tra Comune e Regione nella quale dovrà essere stabilito a che percentuale dovrà essere aumentato il 30% che attualmente il Comune percepisce dagli introiti derivanti dai biglietti della Villa per coprire i costi dell'Alto commissariato.
Giorno 31 marzo scorso, infatti, l'assessore Alessandro Pagano ha inviato allo stesso deputato e a tutti gli enti interessati una nota che chiarisce compiti e competenze dell'Alto commissario. Il testo della lettera fuga alcuni dubbi e interpretazioni che erano trapelate nelle ultime settimane e contiene una sorpresa.
Andiamo con ordine.
Una delle questioni che ha ritardato
la concreta attivazione dell'alto commissariato sembra sia stata
quella relativa alla sua effettiva possibilità di disporre
delle somme previste nell'ambito del POR, peculiarità che
sembrava facesse capo esclusivamente al Direttore generale dell'assessorato
regionale e non fosse delegabile.
La lettera di pagano, invece, fuga ogni dubbio. Secondo la disposizione
del massimo responsabile dei beni culturali in Sicilia, infatti,
i suoi compiti sono, per i fondi destinati alla Villa, identici
a quelli del dirigente generale e cioè egli potrà:
provvedere all'emissione di decreti di finanziamento e il pagamento
delle somme ai beneficiari; esercitare il monitoraggio; attestare
i pagamenti, svolgere tutte le funzioni di controllo dell'attuazione
delle misure.
E qui sta la, non del tutto inaspettata, sorpresa. Oltre ad avere competenza sui 18,277 milioni di euro destinati agli interventi di recupero e conservazione della Villa romana, Sgarbi ha avuta attribuita anche quella relativa al PIT n. 11 e in particolare ai 6,23 milioni di euro destinati agli interventi sulle aree che circondano il monumento romano.
La sorpresa consiste nel fatto che il PIT si occupa di tutte le aree circostanti la villa e non ha una diretta attinenza con le competenze dell'assessorato regionale dei Beni culturali e competerebbe, soprattutto, la provincia che è la protagonista del PIT e il comune che ha, attraverso il Consiglio comunale, la titolarità della pianificazione del territorio.
Torniamo agli interventi sulla Villa.
L'Alto commissario - scrive
Pagano - «dovrà procedere all'affidamento
dell'incarico di progettazione esecutiva dell'intervento - progettazione
interna [...] ovvero progettazione esterna in conformità
alle disposizioni» di legge, cioè non potrà
affidare la progettazione direttamente a progettisti di sua fiducia.
Escludendo la possibilità di ricorrere al concorso di progettazione
perché Sgarbi ha più volte dichiarato - contro i
desideri di Legambiente, dell'Ordine degli Architetti, di InArch
e di altre associazioni di progettisti - che non ci sono i tempi
per utilizzare questo sistema e, comunque, che non lo ritiene
garanzia di un buon progetto, non rimane che la possibilità
della progettazione interna, affidata, cioè, agli uffici
della Soprintendenza di Enna che è, per legge, l'unico
settore dell'Amministrazione regionale di cui egli può
disporre.
E qui sarà interessante
capire cosa succederà. Nei mesi scorsi, infatti, le posizioni
di Vittorio Sgarbi e quelle del soprintendente Salvatore Scuto
sono state più volte divergenti. Il primo ha più
volte pubblicamente affermato che la soluzione della cupola per
la copertura è sbagliata, ma che l'aveva quasi subita in
un momento di presunta emergenza. Scuto, invece, ha sempre difeso,
perorato, esaltato questa gesticolazione architettonica (!) esponendosi
più del dovuto, come è suo costume, in questa difesa
d'ufficio.
Quando Sgarbi affiderà la progettazione alla Soprintendenza,
ammesso che non l'abbia già fatto, darà corpo alla
sua teoria di un progetto volumetricamente simile a quello di
Minissi come quello presentatogli da Guido Canali e bocciato senza
tentennamenti da Scuto, o rischierà di perdere la faccia
facendosi imporre la cupola dal Soprintendente e dai suoi amici?
Molti sono pronti a scommettere che si verificherà questa
seconda ipotesi.
La questione, però, è un'altra.
Sgarbi ha ora il compito di provvedere alla conservazione e al
restauro dei mosaici, per il quale ha consultato un grande esperto,
padre Piccirillo, e del quale ha sommariamente indicato i costi
durante la seduta del consiglio comunale alla quale ha partecipato
qualche settimana fa.
Riuscirà a dimostrare di essere il salvatore di questa
meraviglia facendo provvedere ai lavori indicati da Piccirillo
e, prima di lui, da tanti altri restauratori che hanno studiato
i mosaici della Villa e le cause del loro degrado? Riuscirà
a intervenire con restauri radicali che riguardano tutto ciò
che sta sotto le tessere come è stato chiaro da sempre,
è atto preliminare e indispensabile?
Riuscirà a fare tornare l'attenzione sulla vera questione,
la conservazione dei mosaici, e non su quella della loro copertura?
Sono domande alle quali, speriamo,
giorno 23, sabato, Sgarbi darà risposta in Consiglio comunale,
dove è atteso.